Milano, eccellenza sanità (tra cittadelle «fantasma»)

Le strutture del capoluogo lombardo ai vertici delle classifiche nazionali Ma i nuovi poli della salute e della scienza di Sesto e Rho sono un rebus

Maria Sorbi

«La sanità lombarda eccelle sempre, nonostante i pesanti tagli del governo romano». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni scrive su Twitter tutta la sua soddisfazione per l'ultima classifica pubblicata dal portale «Dove e come mi curo», una sorta di guida Michelin che indica le strutture migliori dove farsi assistere nelle varie tipologie di tumore. «La sanità lombarda è al top: 4 su 10 tra le migliori strutture italiane dove farsi curare - scrive ancora Maroni sul suo account - sono in Lombardia».

Nella top list svetta l'istituto Ieo di Umberto Veronesi e hanno ottime performance anche l'Istituto nazionale dei tumori Int e l'Humanitas.

Una bella rivincita per una sanità spesso diffamata da giri di mazzette e scandali. E massacrata da tagli economici pesanti e sa rimborsi mai arrivati (per citarne uno, la Lombardia aspetta ancora i 500 milioni di rimborso che il Governo le dovrebbe dare per l'assistenza medica ai pazienti fuori regione).

Entrando nello specifico della classifica, e parlando con i diretti interessati, si scopre la sostanza dei risultati: investimento sulle nuove tecnologie, sulla robotica, sulle sale operatorie di ultima generazione. E poi una nuova gestione delle degenze, spesso con ricoveri di un solo giorno per alcuni interventi chirurgici. Un trattamento delle liste d'attesa in base all'emergenza del paziente, uno sforzo costante per continuare la ricerca nei laboratori in modo lineare. E una concorrenza sana con il pubblico.

Pur facendo i conti con una vecchia «cittadella della salute» rinviata dagli anni Novanta (ma fra cinque anni, forse, effettivemente attiva a Sesto san Giovanni), con nuove «cittadelle della scienza» sui terreni Expo che chissà quando verranno costruite, gli istituti vanno avanti, dritti per la loro strada. «Mai fermare la ricerca - sprona Roberto Orecchia, direttore scientifico dello Ieo - Per questo speriamo che il progetto della città della scienza post Expo sia sviluppato in tempi brevi. Se si sfora di qualche anno, allora anche il progetto scientifico di ricerca che stiamo scrivendo ora andrà riaggiornato. È in cantiere un progetto ambizioso per reclutare tra i 1.600 e i 1.700 ricercatori su base internazionale, partendo dal presupposto che la scienza non ha confine. Detto questo, occorre definire la data dell'inizio del polo».

A conferma dello stato di salute della sanità lombarda, sono anche i dati dell'agenzia Agenas, l'agenzia nazionale dei servizi sanitari. Che nelle sue ultime relazioni non manca di confermare gli ospedali lombardi, privati e pubblici, sul podio dei migliori luoghi dove curarsi. Per infarti, tumori, patologie femminili, frattura del femore. Integrando i dati con l'ultimo sondaggio si conferma l'idea che il sistema sanitario lombardo funziona. Nonostante tutto.