In fila al Comune di Milano per ritirare le cartelle di Equitalia

Gravi disagi per i cittadini e per gli uffici, non preparati alla mole di lavoro. Palazzo Marino ha già chiesto spiegazioni alla società

Centinaia di cartelle esattoriali di Equitalia si sono abbattute negli ultimi giorni sull'ufficio Anagrafe del Comune di Milano. Lo scrive il Corriere della Sera, che racconta il disagio dei cittadini, costretti a lunghe code per una modifica nel meccanismo di recapito.

Se prima le cartelle arrivavano con una raccomandata e al Comune finivano soltanto quelle degli irreperibili, di cui non era nota la residenza, oggi Equitalia porta agli uffici anche i documenti di quei cittadini che si sa bene dove "trovare".

Equitalia - spiega il quotidiano di via Solferino - non spedisce più gli atti a casa, ma soltanto un avviso di deposito e chiede ai cittadini di passare in Comune per avere la cartella. Un problema sia per chi deve ritirarla che per gli uffici, impreparati alla mole di lavoro.

Palazzo Marino ha chiesto una relazione a Equitalia, perché i cittadini non subiscano disagi. E non esclude di valutare la riscossione in proprio.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 19/03/2014 - 11:48

ma pisapia NON POTEVA NON SAPERE vero? :-) perché se mettiamo questa convinzione giuridica al pari di tutti gli altri casi, scajola per esempio.... :-)

Zizzigo

Mer, 19/03/2014 - 12:12

Equitalia, forse, non vuole smentire la sua politica intimidatoria. Creare maggiori disagi ai contribuenti rientrerebbe, ovviamente, nell'intento di suggestione.

idleproc

Mer, 19/03/2014 - 12:58

Lo ha detto l'europa.

meloni.bruno@ya...

Mer, 19/03/2014 - 13:41

Non ci vuole uno scenziato per capire tutto il meccanismo.Ritornano al comune come un boomerang!perchè è lì che inizia tutto il casino,i responsabili burocratici dello stesso comune per fare cassa con le loro leggi,tipo,studi di settore,inviano a VANVERA ai propri concittadini soldi da risquotere magari anche a chi stà dormendo sotto i ponti,l'importante per loro è che lo stipendio sia una certezza,ma tutto questo è un problema nazionale,per loro vige il detto:Chi vuole Cristo,se lo prega!