La Milano Marathon si colora di rossonero

Iniziativa dell'ente presieduto da Barbara Berlusconi: raccolta fondi destinati ad aiutare i ragazzi «difficili»

Michelangelo BonessaNon sarà solo una gara sportiva, ma anche di solidarietà. La Fondazione Milan cerca corridori professionisti e dilettanti per partecipare alla Milano Marathon: lo scopo è raccogliere 10mila euro per il progetto Play for Change, un'iniziativa rivolta a ragazzi dagli 11 ai 15 anni con problemi scolastici o familiari. Il 3 aprile gli sportivi che avranno risposto all'appello percorreranno i 42 chilometri della Europ Assistance Relay Marathon, la corsa non competitiva parallela alla maratona, ma non arriveranno impreparati: l'ente presieduto da Barbara Berlusconi ha deciso di avvalersi delle competenze dei tecnici della Milan Academy e del settore giovanile per accompagnare i runner nel percorso di preparazione alla staffetta - spiegano dalla fondazione - per sei lunedì, dalle 19 alle 20.30, dal 15 febbraio al 21 marzo, il gruppo si radunerà presso la Montagnetta di San Siro». Le adesioni possono essere anche non sportive, diventando un fundraiser, o suddivise in quote per sostenere una singola iscrizione. In ogni caso, si deve passare dal sito retedeldono.it dove si raccolgono le donazioni. I fondi servono a finanziare una rete di collaborazioni con enti locali e associazioni sportive volte ad aiutare i ragazzi con difficoltà scolastiche spesso dovute a situazioni difficili in famiglia: il progetto Play For Change viene sviluppato in cinque centri, Bollate, Bernareggio, Limbiate, Napoli e Milano, in parallelo all'anno scolastico da settembre a giugno. Attivo da due anni, vuole diventare un modello per aiutare quei ragazzi come David: «Mio figlio ha un carattere difficile - spiega il padre -, questo corso lo ha aiutato».Il costo annuale sostenuto dalla Fondazione per ogni centro è di 45mila euro e comprende le attività formative come corsi di cucina, di videomaking e cartotecnica, oltre a quelle sportive che sono il nucleo del programma. Tutto per recuperare giovani problematici segnalati alla fondazione dalle stesse scuole o dai Servizi sociali. Come ricordato da Franco Baresi, storico capitano del Milan presente ieri al centro di Bollate, «questo progetto è importante perché è un veicolo per trasmettere valori importanti». Come il rispetto delle regole e la vita di gruppo che sono alla base del calcio. Un'iniziativa che si è anche evoluta grazie alla collaborazione dell'Università Cattolica che ha aiutato a studiarne l'organizzazione per migliorarne l'efficacia. E alla cooperazione su più fronti è improntato tutto il programma visto che nel percorso i giovani sono seguiti anche da psicologi: supporto ampio più che mai necessario perché il progetto tocca situazioni anche molto complicate in posti, come ad esempio Napoli, dove si coinvolgono i ragazzi finiti nel carcere minorile. Un motivo in più per chi ha la passione per la corsa per aderire alla competizione, con le gambe o altre attività, del 3 aprile.