Milano, minacce e botte anche pochi spiccioli: fermati 9 membri di una baby gang

I carabinieri hanno arrestato 9 minori componenti di una baby gang che agiva tra Milano ed Abbiategrasso. Il branco agiva per ingenerare paura nelle vittime. A tutti sono contestati 11 episodi violenti commessi con "organizzazione e consolidata esperienza criminale"

Nove minori, tutti italiani con una età compresa tra i 16 e i 17 anni, sono stati arrestati dai carabinieri perché accusati far parte di baby gang ritenuta responsabile di 11 azioni criminali avvenute tra Milano ed Abbiategrasso da luglio al novembre dello scorso anno.

A tutti sono contestati i reati di percosse, lesioni, minacce, rapina ed estorsioni ai danni di coetanei e maggiorenni con "una particolare ferocia del gruppo". Per cinque giovanissimi è stato disposto il trasferimento carcere mentre per gli altri 4 il collocamento in comunità.

Le indagini, avviate ad ottobre, sono state portate avanti con una dettagliata raccolta di denunce e testimonianze. I minorenni erano divenuti un vero e proprio incubo per i residenti della zona. Dagli accertamenti svolti è emerso che le aggressioni da parte del branco erano frutto di una precisa pianificazione ed organizzazione. Elementi che hanno fatto ipotizzare una consolidata esperienza criminale dei giovanissimi.

Nell'ordinanza del Gip dei minorenni di Milano si legge che "le modalità con le quali sono stati compiuti i reati denotano una particolare ferocia del gruppo, che ha agito come un vero e proprio branco".

Non era tanto il valore della refurtiva a far gola ai malviventi. I minori, infatti, in una sorta di delirio di onnipotenza attuavano le violenze contro le loro prede anche solo per impossessarsi, come è accaduto, di oggetti di poco valore come un semplice cappellino o di 5 euro.

In base alle indagini coordinate dalla Procura del Minori di Milano guidata da Ciro Cascone, il branco avrebbe agito, "dapprima attaccando briga per futili motivi e poi colpendo con calci e pugni al volto le vittime". Le percosse, però, continuavano anche quando le vittime, ormai sopraffatte, cadevano a terra.

Sempre secondo l'ordinanza di custodia cautelare, la baby gang colpiva con lo scopo di "ingenerare nelle vittime, in molti casi coetanei spesso conosciuti, paura, smarrimento e sgomento". "Questi ragazzi agivano in gruppo con finalità di sopraffazione più che predatoria" ha concluso il gip e le loro azioni criminali venivano attuate "con azioni spesso improvvisate, anche se messe in atto secondo un consolidato modus operandi prendono di mira vittime casuali".