Milano sarà la capitale del ping pong

Trasformato il Centro Bonacossa, ospiterà il meglio del tennis da tavolo e i più prestigiosi maestri

La dove c'era il parquet ora c'è... una sfilza di tavoli da ping pong. Tranquilli, non è una riedizione del ragazzo della via Gluck, ma la realtà di un centro sportivo che sta diventando un punto di riferimento per la nostra città. Il Centro Bonacossa in via Mecenate è da sempre tempio del tennis ma dal 2011, con l'arrivo del 56enne broker assicurativo Marcello Cicchitti, si è trasforrmato anche nel paradiso del tennis da tavolo. Un centro sportivo che, oltre al tennis, ha visto anche altre discipline nella Palestra Hangar: calcetto, basket, pallamano con il glorioso Ferrarin Milano e che ora vede invece la bellezza di 20 tavoli azzurri da ping pong in quello che diventerà il «Palatennistavolo», centro federale del ping pong, termine quasi dispregiativo da noi, un mito invece nellla Cina madre di questo sport.

Impianto che entrerà in sinergia con le federazioni del nuoto e del tennis, grazie alla creazione di una foresteria con 24 posti letto per i raduni delle varie nazionali. Una «pazza» idea venuta a Cicchitti, innamorato prima del tennis e ora del ping pong, ex giocatore nazionale arrivato a 19 anni al 26° posto in Italia (il 12enne figlio Alessandro è oggi il numero 3 della sua categoria), un autentico Mecenate di una volta perché di tasca propria ha speso la bellezza di 1,8 milioni (e altri 400mila dovrà ancora tirarne fuori), con un contratto d'uso fino al 2030 con il Comune di Milano proprietario del Bonacossa, per dare a una città disastrata di impianti come la nostra, una nuova realtà sportiva in zona 4, area prima degradata e ora, grazie anche al suo intervento, riqualificata e bonificata.

Il Centro Bonacossa è stato rivoluzionato da Cicchitti: 8 campi coperti da tennis di cui 4 in sintetico dell'ultima generazione polivalenti e 4 in terra rossa ed altri due all'aperto, ma non è finita qui. «È mia ferma intenzione fare di Milano il centro nazionale del tennis tavolo e anche mondiale, perché con la collaborazione in corso con i cinesi e i maestri di Shanghai, porteremo qui il meglio del ping pong esistente - afferma Cicchitti -. Già con la mia società che gestisce il Bonacossa abbiamo la presenza costante di un fenomeno come Yang Min (numero 18 al mondo) che, naturalizzato, ha portato l'Italia al terzo posto nei mondiali di Tokyo. E con lui anche il romeno Sorin, Renato Casini e Luca Manca».

Ma non si ferma qui la pazza idea di Cicchitti per il Bonacossa che sogna, attualmente frequentato da oltre 2500 tennisti e 300 tra atleti (con la prima squadra a un passo dalla A2) e appassionati del ping pong: «La palestra sarà ristrutturata e diventerà a breve un vero palazzetto con almeno 500 posti a sedere». Non è una sparata perché Cicchitti, in sintonia col Coni, ha già in programma una giornata mondiale al Forum di Assago con la presenza del Gotha del ping pong, proprio in aprile, come aperitivo per Expo. E magari con la possibilità di rivedere quei cinesi, anche se anziani, che nel 1970, grazie alla diplomazia del ping pong, sgelarono i rapporti tra gli Usa di Nixon e la Cina di Mao.