Milano, servono 3mila euro al mese

Vivere nel capoluogo lombardo costa sempre di più. Sempre più spese, il totale delle famiglie milanesi vale 27 miliardi, per vivere in una città che continua a costare più della media regionale e di quella nazionale, anche se rispetto al resto d'Italia sotto la Madonnina si spendono meno soldi per il cibo. L'ultima ricerca della Camera di commercio, basata su dati 2012, ha fissato il costo medio mensile della vita delle famiglie milanesi in 3.068 euro, un numero cresciuto del 4% rispetto all'anno precedente. E la tendenza al rialzo ha costretto i nuclei famigliari a risparmiare su alcune voci: in cima alla lista c'è la carne i cui consumi sono crollati di un terzo. Subito dietro l'abbigliamento, la sanità e la cultura. E anche sul fronte del risparmio i meneghini non sono riusciti a ottenere risultati rilevanti: solo uno su tre ha messo da parte qualcosa. Per il futuro poi hanno previsioni fosche: il 40% prevede nei prossimi anni una diminuzione del reddito famigliare soprattutto per la riduzione delle retribuzioni. Inoltre per la prima volta la rilevazione annuale dei consumi della Camera di commercio ha compreso anche i cittadini stranieri residenti a Milano, ma anche per loro non emergono numeri molto positivi: vivono in media in case più piccole, 61 metri quadri contro 79, e con un reddito medio dimezzato rispetto agli italiani. Questi ultimi poi abitano principalmente in case di proprietà, quasi otto su dieci, mentre gli stranieri vanno soprattutto in affitto e hanno quindi uscite fisse più consistenti per la casa. Un quadro negativo in cui arrivano notizie positive per il settore tabacchi, i consumi sono quasi raddoppiati (+40%), anche se ha avvertito Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos che ha illustrato i dettagli della ricerca: «Si tratta comunque di un esborso di poche decine di euro». Ma anche per gli arredamenti e l'istruzione. In quest'ultimo settore le spese delle famiglie milanesi sono cresciute del 15%. «I dati presentati – ha dichiarato Cristina Tajani, assessore alle politiche per il Lavoro – confermano un quadro molto preoccupante per le famiglie milanesi e non solo, i segni della crisi che stiamo attraversando si mostrano in tutta la loro gravità facendo segnare un calo drastico nei consumi soprattutto in settori come l'abbigliamento, ma ancor più preoccupante nel settore delle spese sanitarie e della cultura e – ha concluso - ci indicano che la priorità oggi per gli enti pubblici è quella di mettere in atto politiche anti cicliche di crescita e sostegno alla domanda interna, noi ci siamo già mossi anche con la Camera di commercio con iniziative per il sostegno all'occupazione come occupaMI». «Noi e il Comune – ha spiegato Erica Corti, membro di giunta della Camera di commercio – offriamo con la rilevazione dei consumi delle famiglie uno strumento significativo per monitorare da un lato le esigenze quotidiane dei milanesi e dell'altro la situazione economica del territorio che ha impatto sulle imprese, inoltre per la prima volta vengono analizzate anche le famiglie straniere che presentano una situazione di consumi diversa per i costi più contenuti e la tipologia di beni scelti».