Milano si sbriciola per un temporale Evacuati tre palazzi

A Porta Romana si apre un buco di 18 metri E il Seveso esonda di nuovo in zona Niguarda

Un temporale e la città si sbriciola. Da nord a sud si sono aperte voragini per un temporale di una notte. E la giunta non sa più come tappare le falle che si aprono ogni giorno: mentre tre palazzi vengono evacuati fino a sera in Porta Romana, il civico 124 del corso e il 2 e il 4 di via Vaina, per una falla profonda 12 metri e con un'ampiezza di 18, la parte centrale di via Valfurva a Niguarda viene transennata perchè è tutta un buco. E per mettere in sicurezza la zona, cioè garantire acqua e gas ai condomini vicini almeno in via provvisoria, in centro sono state effettuate altre escavazioni. Così il corso, nella sua parte finale, è un groviera. Allo stesso modo di via Valfurva. E i guai sono appena cominciati perchè nei prossimi giorni sono previsti temporali molto intensi. Nella zona nord i cittadini sono ormai abituati e girano con stivali di gomma tra i mucchi di sacchetti di sabbia: «Questa volta è stata molto meno grave - commenta un veterinario in via Valfurva - il problema sarà lunedì, ma soprattutto per quelli verso viale Zara perchè l'acqua defluisce verso di lì: nel ventennio non erano scemi e hanno costruito l'ospedale su un dosso». E comunque i cittadini hanno anche visto un pronto intervento delle autorità: «Poco dopo le cinque quando sono arrivato ad aprire - racconta un barista - stavano già transennando le voragini». In centro invece Carmela Rozza, assessore alle Opere Pubbliche, e la vicesindaco Lucia De Cesaris hanno puntato il dito contro l'edificio che affaccia sul corso: «Il terzo piano di parcheggi sottoterra - ha affermato Rozza - non era stato completato e con le piogge della notte sono crollate le paratie provvisorie in legno: già a inizio mese si era verificato un cedimento del manto stradale e avevamo intimato al condominio di deliberare i lavori di messa in sicurezza». Gli abitanti della palazzina presenti, delle 14 famiglie che ci vivono molte erano già in vacanza, hanno prontamente replicato che il documento del Comune non è arrivato e che loro avevano comunque votato il sì ai lavori in assemblea due giorni prima dell'ultimo disastro. «Senza contare che tre anni fa - spiega uno dei condomini - si era già verificato un allagamento per lo scoppio di una tubatura dell'acqua, ma in quel caso aveva pagato i danni Metropolitana milanese». Quindi non si tratta di un disastro imprevedibile, come dimostra anche il sopralluogo effettuato dal Comune dopo l'ultima grande pioggia di inizio mese, quella che aveva mandato in tilt tutta la città. Anche De Cesaris, parlando con gli abitanti della zona, ha puntanto il dito contro l'edificio definito «un'opera scellerata». L'immobile, la cui costruzione è partita nel 2005 e si è conclusa nel 2008, è una spina nel fianco dell'Amministrazione: da anni procede il contenzioso tra Comune e costruttore per le opere annesse a quella principale. Nel 2012 è stata anche emesso un documento per vietare l'uso dei parcheggi, segno ulteriore che il disastro si poteva evitare. Metropolitana intanto ci tiene a sottolineare che questa volta la sua tubatura si è rotta per il crollo del manto stradale. Il Comune intanto cerca di metterci una pezza, che dovrebbe essere pronta oggi, per permettere almeno una parziale riapertura della circolazione.

Durerà poco la tregua sulla Lombardia, colpita ieri da una pioggia intesa che, solo a Milano, ha provocato una nuova esondazione del Seveso e l'apertura di una voragine in centro. Ieri pomeriggio si è riscontrato il previsto «graduale miglioramento a partire da Nordovest», e oggi «dopo il dissolvimento di nubi basse o foschie sulla pianura, dovrebbe esserci prevalenza di cielo soleggiato, con qualche rovescio o temporale pomeridiano sulle Prealpi e le Alpi». Dal tardo pomeriggio di domani, tuttavia, «è in arrivo il fronte di una perturbazione atlantica, con rovesci e temporali a partire dal Nordovest e interessamento dell'alta pianura occidentale in serata».