«Milano, sicurezza come a New York»

Stefano Parisi sceglie il modello americano di Giuliani: «Telecamere ovunque. Uomini e tecnologia intelligente»

Alberto GiannoniTelecamere, telecamere ovunque. Contro la criminalità, Stefano Parisi vuol portare a Milano il modello che ha funzionato a New York: «Tolleranza zero vuol dire sicurezza intelligente». «Uomini e tecnologie». Questa la ricetta che il candidato sindaco del centrodestra illustra nel corso di un'iniziativa di Forza Italia, davanti a una sala piena in corso Venezia. Più uomini, quando sarà possibile. «Il bilancio del Comune è disastrato - premette - nonostante Pisapia abbia raddoppiato le tasse. Non potremo assumere vigili oggi. Ma tagliare costi, quindi tagliare le tasse e sicuramente aumentare gli uomini». Intanto tecnologia intelligente. Compreso l'impiego di «Watson», «il computer Ibm che anche Renzi ha scoperto negli Usa, ci sono delle applicazioni straordinarie». «Sala comincia la sua campagna elettorale dalla Leopolda e da Renzi - commenta la capolista azzurra Mariastella Gelmini - noi la cominciamo con Parisi, con Forza Italia, nelle periferie e soprattutto partendo dal tema della sicurezza assieme alle forze dell'ordine che oggi vivono anche la minaccia del terrorismo». Parisi ascolta l'intervento dei sindacalisti delle forze dell'ordine, invitati dai responsabili della Consulta sicurezza degli azzurri, Elio Vito e Maurizio Gasparri. Ascolta il saluto dei responsabili milanesi di Forza Italia, Fabio Altitonante e Luca Squeri. E quando interviene, Parisi, sta bene attento a rimarcare il compito suo e della coalizione che lo candida a Palazzo Marino: «Fra alcune settimane è probabile che toccherà a noi governare la città - prevede con un ottimismo confortato dai sondaggi in crescita - noi dobbiamo risolvere i problemi, non solo denunciarli». «Cultura di governo», insiste. Questo è il suo approccio. Personale ed elettorale. Ma non per questo biasima chi dà voce alle paure dei cittadini: «La paura c'è, noi dobbiamo toglierla. Non giocarci». Il tema sicurezza - mette in chiaro - è il primo nella testa dei milanesi». La sinistra lo accusa di parlarne troppo? «Forse - risponde - la sinistra deve girare un po' di più per Milano. Noi siamo vicini alle persone, loro alle ideologie. Loro vogliono la città che hanno deciso nei loro salotti bene». «Ci sono delle situazioni pazzesche - racconta dopo aver girato per un mese la città - situazioni in cui la gente non esce di casa o ha paura di prendere l'autobus. E incredibile. Oggi rubare in casa è come il posto fisso. Il reato "minore" è importante perché tocca la nostra vita». Servono soluzioni, ripete Parisi. Uomini e tecnologia. «I vigili non devono essere ostili - spiega - Devono essere amici dei milanesi. Serve una nuova mentalità. Troppi vigili si occupano di altro e non di sicurezza. Troppi sono in ufficio, troppi gestiscono multe. E gestire multe costa troppo».Vuole «telecamere ovunque, anche sugli autobus» annuncia. «Milano ha 1.500 telecamere, però in gran parte analogiche». Non «parlano», insomma. «Con Gabriele Albertini racconta - visitammo Giuliani (sindaco di New York). Alle 6 di mattina al dipartimento di polizia, sui grandi schermi e mappe si leggevano statistiche, dati si chiedeva conto di quello che era successo il giorno prima e ogni responsabile doveva spiegare, e rispondere del suo operato. Tolleranza zero vuol dire intelligenza».