Milano s'innamora di Goldoni e rivisita la regia di Strehler

La commedia della gelosia del drammaturgo veneto Firma di Ruth Shammah e Marina Rocco protagonista

Antonio Bozzo

«Non diventerò mai amica della paura. Se lavori con Andrée ci devi fare i conti, sempre. Ma finito lo spettacolo ti accorgi di avere le spalle più grandi, di essere cresciuta, grazie proprio alla paura di non farcela». Marina Rocco, di nuovo al Franco Parenti (dal 7 al 9 gennaio) con Gli innamorati di Carlo Goldoni - commedia che fu una delle prime regie di Giorgio Strehler -, diretta nel ruolo di Eugenia da Andrée Ruth Shammah, racconta così la fortuna di lavorare con chi le ha dato la prima grande opportunità qualche stagione fa, scegliendola per Ondine, vera svolta nella sua carriera.

La 35enne milanese Rocco, che tornerà insieme a Filippo Timi per Una casa di bambola di Ibsen («confesso, è stata la paura più grande della mia vita»), altra regia di Shammah, è attrice-icona del Parenti, e ne vive l'orgoglio e la responsabilità. «Con questo Goldoni riempiamo i teatri da quattro anni. È un piacere per gli occhi. Un lavoro delicato, con molti contenuti moderni», commenta l'attrice. «Abbiamo lavorato come fosse un testo drammatico, non una commedia, volutamente dimenticata dalla regia. Ma la forza comica di Goldoni è venuta fuori lo stesso, potentissima. Chi teme di non ridere, sbaglia».

Forse, diciamo noi, qualcuno pensa che aver asciugato le ridondanze comiche più smaccate - come ha fatto Shammah - sia un tradimento dello spirito goldoniano, ma così non è: Gli innamorati ha convinto pubblico e critica; più di Una casa di bambola, che infatti tornerà in scena al Parenti con qualche necessaria messa a punto. Gli innamorati, che Goldoni ambientò a Milano, scritta in italiano nel 1759, prima delle celebri commedie in veneziano, potrebbe intitolarsi «I tormenti della gelosia». Li vivono Eugenia e il fidanzato Fulgenzio, che avvelenano con sospetti e ripicche una relazione non ostacolata da altri. «Sono in sintonia con il pensiero di Eugenia e di Goldoni. Sì, conosco molto bene la gelosia e spero di guarirne. La mia gelosia nasce dalla ferita di non sentirsi abbastanza adeguata. Cosa che capita spesso alle donne». Con Marina Rocco e Matteo De Blasio (Fulgenzio), altri sei attori animano la terza regia goldoniana - con rimandi carichi d'affetto alla lezione di Strehler - di Andrée Ruth Shammah. Lo spettacolo resta in scena solo tre giorni, prima di riprendere la tournée in altri luoghi d'Italia. Sarebbe un peccato farselo scappare e aspettare il prossimo ritorno nel teatro che lo ha prodotto.