Milano su celluloide da piazza Fontana ai drammi di via Padova

In una rassegna di 15 film alla Cineteca il dolore della storia dagli anni '70 a oggi

Simone Finotti

Dal cuore ferito della città alle periferie a rischio ghettizzazione. Dal sangue di piazza Fontana al recente «Far west» di via Padova. L'ultimo, controverso cinquantennio di storia milanese e italiana è tutto in 15 straordinarie pellicole d'autore che raccontano come siamo cambiati e quanto sono diverse, ma non per questo meno drammatiche, le sfide di una società in continua trasformazione. Le possiamo vedere, fino al 4 maggio, nell'intensa rassegna «Gli anni difficili 1969-2017. Da piazza Fontana a via Padova», organizzata al Mic-Museo Interattivo del Cinema in collaborazione con la Casa della Memoria di Milano, in occasione dell'uscita, per Laterza, del libro di Alberto Crespi «Storia d'Italia in 15 film». Dolorose, a volte tragiche tappe della nostra epopea collettiva che il cinema ha saputo testimoniare da vicino: dopo l'apertura, il 12 aprile, con Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri, si prosegue il 15 e il 16, alle 17, con il recente Assalto al cielo (Francesco Munzi, 2016), che ripercorre montando film d'archivio il decennio 1967-'77, fra utopie e proteste giovanili. Venerdì 21, alle 17, si torna al luglio 2001 con Diaz-Non pulire questo sangue, di Daniele Vicari (con Claudio Santamaria ed Elio Germano), sui fatti del G8 genovese. Nel weekend del 22 e 23 aprile (alle 17), due grandi classici: sabato 22 Il caimano, di Nanni Moretti (2006), con Silvio Orlando e Margherita Buy, e domenica 23 aprile Romanzo popolare di Mario Monicelli, malinconica commedia del 1974 con Ugo Tognazzi e una giovane Ornella Muti contesa (nel film) fra il marito, metalmeccanico dell'hinterland milanese, e un poliziotto meridionale, e infine votata a una nuova indipendenza. Il 26, alle 16.30, ecco l'Albania di Lamerica (1994) di Gianni Amelio, mentre il 26 (ore 17), torneremo a quel tragico 12 dicembre 1969 con Romanzo di una strage, di Marco Tullio Giordana (2012). Del 2008 è invece Il divo, film che ha consacrato Paolo Sorrentino, con un grande Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti. Domenica 30, il recentissimo Via Padova, di Antonio Rezza, Flavia Mastrella, documento dolce e amaro che svela l'intreccio fra drammi personali e problemi collettivi sullo sfondo della difficile scommessa dell'integrazione. Il 2 maggio si ricorda Giorgio Ambrosoli, assassinato a Milano l'11 luglio del 1979 in seguito alle indagini su Michele Sindona, con Un eroe borghese (1995) di Michele Placido, tratto dal romanzo omonimo diCorrado Stajano. A chiudere la rassegna, l'ombra di una delle pagine più buie della nostra storia: il rapimento Moro, rivissuto in Buongiorno, notte (2003) di Marco Bellocchio, attraverso gli scrupoli di coscienza di una brigatista, Chiara (Maya Sansa), fra i carcerieri del presidente democristiano.