Milano come Venezia? Riaprire i Navigli per ora è un bel sogno

Come una lunga «metropolitana» galleggiante. Un'unica via d'acqua navigabile, dal lago Maggiore e di Como fino all'Adriatico. In città si potrebbe passeggiare lungo il canale in via Senato, persino in via San Marco a pochi passi da Brera. Sembra quasi un sogno il progetto di fattibilità per la riapertura dei Navigli realizzato dal Politecnico di Milano sotto il coordinamento del professore Antonello Boatti. E tale rischia di rimanere, anche nelle parole del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris che è intervenuta alla presentazione del piano (offerto gratuitamente dagli studiosi al Comune) ieri mattina alla Società Umanitaria. «É un progetto molto interessante e affascinante - ha premesso -, ringraziamo il Politecnico, i numerosi professori per il prezioso lavoro, i giovani ricercatori coinvolti». Ma ha precisato che ora «bisogna fare un ulteriore passo avanti nella progettazione e nella valutazione economica per poi passare alla presentazione del progetto», avviando «un percorso di discussione e riflessione con la città, per valutarne le modalità reali di realizzazione».
La De Cesaris ha aggiunto che «la complessità e l'importanza dell'intervento non possono essere gestiti frettolosamente, senza sottovalutare la necessità di reperire le risorse. Abbiamo segnato il punto di partenza, continueremo affinché il sogno pian piano possa diventare risorsa e nuova qualità per Milano». Per ora, sembra un «tranquillante» a quei milanesi che nel 2011 firmarono i referendum per la riapertura dei Navigli (anche più numerosi del rafforzamento di Ecopass). Ma sui tempi per trasformare questo sogno in una possibilità a Palazzo Marino non si sbilanciano.
Nello studio coordinato da Boatti, accanto alla via d'acqua dai laghi al mare ci sono piste ciclabili dall'Adda al Ticino al Po, con riduzione del traffico e opportunità per il turismo. Il pool, che prevede anche la realizzazione di un anello centrale per il teleriscaldamento e il riordino degli altri sottoservizi, ha illustrato nel dettaglio tre esempi concreti, come potrebbe trasformarsi il centro riaprendo i canali in via Melchiorre Gioia, via Conca del naviglio e via Francesco Sforza. Milano come una piccola Venezia? A vedere le immagini sembra una fantasia possibile, gli esperti ovviamente ne sottolineano i benefici sul problema del traffico e della ricerca del parcheggio. Oltre ovviamente agli effetti positivo per il turismo. Anche Milano potrebbe avere la sua «acqua alta» in piazza San Marco. Anche se quel «pian piano» rimarcato dal vicesindaco la dice lunga.
L'ingegnere Giuseppe Villoresi dell'associazione Riaprire i Navigli che progetta da anni la riapertura della Cerchia dei navigli, un anello d'acqua di otto chilometri che fino agli anni Trenta scorreva a pochi passi dal Duomo, stima - forse in modo un pò ottimistico - che riportare alla luce i vecchi canali medievali che oggi sono «sepolti» dall'asfalto «non costerebbe più di 150 milioni di euro».