Le minacce dei writer «Non ci cancellerete»

In via De Amicis il messaggio di sfida In viale Abruzzi imbrattati i muri appena ripuliti dai volontari anti-tag

Via De Amicis. «I graffiti sono meravigliosi! Prima di cancellarli riflettete un po'. Via Cesariano». «Teste di c... non avete capito che a noi piacciono i graffiti? Non vi è servita la lezione di Cesariano?». In viale Abruzzi tra il civico 1 al civico 39 i writer hanno preferito lasciarli sui muri, appena ripuliti, i loro pensieri. Una tag, una semplice firma per segnare il territorio, lanciare un messaggio, dal sapore revanchista, all'Associazione Nazionale Antigraffiti e a quei 20mila cittadini volonterosi che, armati di vernice e pennello, sono scesi in strada lo scorso weekend per ripulire le facciate imbrattate.

Così se in via De Amicis, all'Anfiteatro romano un volantino dell'Associazione Antigraffiti spiegava l'intervento di pulitura del 9 maggio, in viale Abruzzi, nel 2008 è nato il primo progetto «Milano quartiere pulito»: qui i residenti si sono auto organizzati per tenere in ordine le loro abitazioni. Un messaggio in pieno stile mafioso diretto a chi si batte per sconfiggere le piaga del vandalismo spray.

Dopo le devastazioni del 1 maggio lasciate lungo il percorso del corteo No Expo, l'amministrazione ha cavalcato il senso civico dei milanesi e l'idea del Pd e ha organizzato la grande manifestazione «Nessuno tocchi Milano», per cancellare gli scarabocchi dai muri. Sabato scorso il secondo appuntamento durante il quale una volontaria, su indicazione del consiglio di zona che aveva stilato un elenco dei muri da ripulire, ha cancellato un murales di Pao, noto in tutta la città per i suoi «pinguini-panettoni». In via Cesariano, appunto. Ed è scoppiato il «finimondo»: tra accuse, offese, scuse (a tutti tranne che alla cittadina). E se l'Antigraffiti ha «fatto pace» con Pao (lunedì l'incontro in consiglio di zona 1 per concordare la realizzazione di un altro murale), gli altri writers milanesi non ci stanno e annunciano battaglia.

Il Comune ha sostenuto le associazioni Retake, Pro Arco Sempione, Ascosempione, Aiutiamoli, I Semprevivi e Diversamente, con l'ausilio del parlamentino di zona, per organizzare il cleaning day di oggi in piazza Sempione e dintorni. «Altro che Cleaning day - tuona Riccardo De Corato vice Presidente del Consiglio comunale (FdI) - qui i writers passano alle minacce. Esprimo solidarietà all'Associazione Antigraffiti e alla sua presidente, Fabiola Minoletti. D'altra parte, questa è la Milano di Pisapia: i devastatori sono definiti artisti e vengono ricevuti con gli onori di un capo di Stato nelle sale più rappresentative di Palazzo Marino. Oppure premiati con risorse pubbliche, come accaduto in zona 6, per acquistare materiale per continuare ad imbrattare». Proprio oggi il vicesindaco Lucia De Cesaris inaugura il murale di 50 metri dell'artista cilena Pilar Dominguez in via San Mirocle a Rogoredo. «Le istituzioni diano un segnale a favore della legalità - l'invito di De Corato - vadano a ripulire i muri del centro sociale Cantiere o dell'Hotel Mitra occupato dagli anarchici. Sarebbe un gesto forte, pacifico, che risponde alla sfida lanciata dai writer».