Minimalismo, esperimenti e storia sfilano tra Ventura, Tortona e Brera

Debuttano per la prima volta quest'anno i 12 distretti del design, un corollario di eventi, manifestazioni, esposizioni che si sono aggiunte man mano negli ultimi anni

Debuttano per la prima volta quest'anno i 12 distretti del design, un corollario di eventi, manifestazioni, esposizioni che si sono aggiunte man mano negli ultimi anni. Ma in qualche caso più che di un distretto si potrebbe parlare piuttosto di un isolato del design, per le dimensioni e per la mancanza di una vera e propria anima, di un pensiero caratterizzante la zona. Diciamo che lo zoccolo duro è formato da tre Zone vere e proprie del Fuorisalone: Zona Tortona, Brera Design District e Zona Ventura.

«Si tratta di distretti che hanno caratteristiche ben precise, una tradizione e una idea fondante - spiega Gisella Borioli, anima del Superstudio Più che quest'anno compie 18 anni - anche per la storia e l'architettura dei quartieri stessi». Zona Tortona, infatti, e il Superstudio per primo nascono nelle fabbriche attive o dismesse. Il primo evento al Superstudio fu la sfilata di Vivienne Westwood tra le operaie e i macchinari della General Electric, hanno seguito le maison di moda con Fendi, Allegri, Moncler che hanno preso il posto delle fabbriche. «Alla mattina trovavamo sui terrazzi e sul davanzali la polvere del cacao della Nestlé» ricorda Borioli. Tutto il quartiere è così caratterizzato: «Tutt'ora nelle case di via Savona, Tortona, Forcella, Bugatti, vivono nipoti e figli di operai degli stabilimenti che qui avevano sede. «Questo è il quartiere più votato all'innovazione, alla tecnologia, alla sperimentazione e alla commistione degli stili e dei saperi. Una zona che vive tutto l'anno di eventi, sfilate, manifestazioni, non solo una settimana come avviene per esempio in altri distretti».

Brera Design District che è giunta alla sua ottava edizione. Brera intanto è un quartiere storico della vecchia Milano, ci sono palazzoni centenari non modificabili, «qui si aprono i cortili della vecchia Milano per ospitare gli eventi, in Tortona gli edifici postindustriali sono stati pensati in maniera più flessibile» spiega ancora Borioli. Brera ospita showroom, qui si trovano Foscarini, Cappellini, Moroso, Dilmos, Missoni, Uno Più, aziende che rappresentano il meglio del made in italy e che magari sono presenti al Salone e in Brera, invece, organizzano gli eventi e le presentazioni.

Infine Zona Ventura, che ha una forte caratterizzazione nordica. «Nata da una scelta coraggiosa: una produttrice olandese si è spinta ai confini nord della città, quindi fuori dal circuito battuto, e ha messo in piedi un design district, orientato al Nord Europa, che si è affermato in città» cracconta Borioli. Tradizionalmente qui sono ospitati produttori olandesi, svedesi, finlandesi, che si caratterizzano per prodotti minimalisti, orientati alla sostenibilità e attenti all'ambiente. La zona si caratterizza anche per un'età media più bassa: espongono soprattutto designer emergenti e studenti delle scuole e delle università. Sotto l'aspetto urbanistico, invece, mentre in Tortona le fabbriche dismesse sono state convertite, qui le prime esposizioni sono state fatte nei cortili di edifici in costruzione o appena ultimati.