Il ministro Bray cita Roma e Pompei L'assessore insorge: «Trascura il Nord»

Un'uscita improvvida del ministro e la polemica è subito servita. Perché all'assessore alle Culture (rigorosamente al plurale) della Regione, la leghista Cristina Cappellini, non è sfuggita la frase pronunciata dal responsabile per i Beni e le Attività culturali Massimo Bray sostenendo che Pompei e il Colosseo sono i «due simboli culturali del Paese». Apriti cielo. L'assessore Cappellini non ha proprio gradito e si è indignata già durante il collegamento di Bray in video-conferenza con il Forum delle Regioni, l'assise organizzata ieri in Regione per elaborare una strategia per Expo che sia in grado di portare e fare fermare per più giorni in Italia almeno 20 milioni di visitatori durante i sei mesi dell'Expo.
«Come assessore di una Regione con un patrimonio culturale inestimabile come la Lombardia - gli ha replicato la Cappellini a brutto muso -, mi domando a quale Paese si riferisse il ministro». Tutto vergato in una nota ufficiale fatta partire dall'assessorato. «La Lombardia - prosegue il j'accuse - è piena di simboli culturali e di bellezze artistiche che il resto del mondo ci invidia, basti pensare ai tanti siti Unesco che fanno della nostra Regione una vera eccellenza». Non solo, perché l'occasione è ghiotta per rilanciare la crociata contro lo Stato accentratore e romanocentrico. «Se questa è l'attenzione del governo di Roma verso le culture del Nord - ha concluso indignata -, c'è davvero da essere preoccupati». Parole che non sono sfuggite al governatore Roberto Maroni che la Cappellini ha fortemente voluto in giunta. «Massimo Bray - ha postato sul suo profilo Facebook -, ministro della Cultura, ha appena detto che l'Italia ha due soli veri simboli: Pompei e il Colosseo. Cosa gli rispondiamo?».