Il mistero dei saldi liberi I commercianti non sanno che si possono già fare

«Promozioni anticipate? Noi non ne sappiamo nulla». A ignorare le novità della legge regionale appena approvata non sono le commesse neo assunte dei negozi del centro ma i responsabili delle grandi catene di abbigliamento. «Non ci è arrivata nessuna comunicazione. Niente di niente» assicurano. «E quindi continuiamo a vendere a prezzo pieno fino all’inizio dei saldi». In realtà da sabato scorso i commercianti potrebbero cominciare a scontare la merce con vendite promozionali senza incappare in nessun tipo di multa. Qualcosa non ha funzionato nella comunicazione. E si prevede un altro fine settimana con gli sconti fantasma. A dir la verità qualche commerciante ha timidamente azzardato qualche ribasso, ma si tratta solo di una minima parte. Nonostante il flop dello scorso sabato, e nonostante le critiche da parte di parecchi negozianti, la Regione è convinta dell’efficacia del provvedimento approvato. È solo questione di tempo: servirà come antidoto anti crisi. «Le valutazioni le faremo alla fine della sperimentazione e cioè tra un anno - spiega Mario Sala (Pdl) presidente della commissione Attività produttive - ma non ci aspettavamo certo un’adesione di massa nel primo fine settimana utile. Del resto la legge è stata pubblicata venerdì. Pian piano i negozianti stanno aderendo, sono state le associazioni che li rappresentano a chiederci un intervento. E poi è un provvedimento che va a favore dei consumatori».
Dal Pirellone quindi ci si aspetta che la maggior parte dei commercianti darà inizio agli sconti in anticipo rispetto all’inizio di luglio. O comunque li gestirà con assoluta libertà da qui all’estate 2013, il tempo della sperimentazione.
Aver eliminato date fisse per dare inizio a sconti e promozioni aiuterà a mettere in circolazione più liquidità e in questo modo anche i negozianti avranno in tasca i contanti per pagare i fornitori senza ritardi. E solo così si può battere la crisi. «Ovviamente - aggiunge Sala - i commercianti possono gestire come meglio credono questa opportunità. Teniamo presente che non si tratta di saldi solo sulla merce stagionali ma di vendite promozionali su tutti i prodotti del negozio». Insomma, l’era degli sconti solo in certi periodi, dei no alla liberalizzazione degli orari è finita. O sta per finire. A confermarlo è anche Confimprese, che rappresenta le grandi catene. «L’unico limite della Lombardia - spiega il segretario generale Cristina Maria Ferrini - era proprio quello delle date imposte per gli sconti. Questo neo è stato superato e qualsiasi strumento dia la possibilità di attutire gli effetti della crisi ha il nostro appoggio».
La libertà sulla gestione delle promozioni non è tuttavia l’unico strumento che il Pirellone mette in mano ai commercianti. La commissione alle Attività produttive sta studiando un pacchetto di proposte per rendere più flessibili le regole e far decollare le liberalizzazione in tutto e per tutto. Tra le ipotesi da valutare c’è anche l’inserimento dei giovani e degli studenti nelle attività, per coprire i turni serali e del fine settimana.
Si cercherà anche la strada per potenziare i distretti del commercio che già esistono e per garantire maggior disponibilità di liquidità ai commercianti. «I negozianti che per ora non hanno aderito alle vendite promozionali anticipate - spiega sala - sono gli stessi che vanno dalle associazioni di categoria per lamentarsi degli incassi e delle spese». E sono quelli che presto si renderanno conto dei vantaggi nascosti dietro alla possibilità di gestire come meglio credono gli sconti. Senza date imposte e senza dover più fare i conti con la concorrenza sleale di chi ha sempre by-passato la legge, camuffando i saldi con promozioni a invito, sconti riservati solo ai clienti più fedeli, card oro e svendite annunciate via mail.