Mm con l'acqua alla gola chiede i soldi ai milanesi

La partecipata sta diventando un gigante finanziario ma per riparare le perdite dell'acquedotto emette bond

Non hanno il cappello in mano, ma vogliono anche loro i soldi dei milanesi. La presentazione del bilancio sociale di MM spa ha suscitato questa e altre sorprese. Per il 2016 infatti, come ha spiegato il presidente Davide Corritore, la società partecipata si appresta a varare «nuove forme di finanziamento sull'esempio della linea 1 della metropolitana» per migliorare i servizi idrici. Vogliono cioè chiedere i denari ai cittadini (la metro rossa fu realizzata grazie a un prestito sottoscritto da migliaia di milanesi) per ridurre le perdite sulla rete idrica, per ora attestate sul 12 per cento. E investire su altri progetti come avvenuto negli ultimi anni: un esempio è l'internalizzazione del depuratore di Milano San Rocco che sta fruttando diversi milioni di euro, 2 solo per la riduzione dei costi, e contribuisce alla crescita monstre, +282 per cento, dei ricavi del settore idrico. Uno degli strumenti per crescere ancora con buone cifre MM lo cerca proprio nelle tasche dei milanesi, da dove già pesca con le bollette. Corritore non ha voluto specificare i dettagli del piano, ma l'idea è quella: creare dei bond o affini che i cittadini potranno sottoscrivere. E al politico piddino non restavano molte altre scelte: Expo, che ha fruttato molto a MM grazie a 32 progetti, finisce tra un mese. Il depuratore ormai è internalizzato. L'accordo con i russi potrà fruttare, ma il piede è appena stato appoggiato nel Paese e per crescere ci vorrà tempo. E anche il regalo delle sedi è una tantum: il patrimonio di MM sta per subire una crescita vertiginosa, da 56 a 124,9 milioni di euro, grazie al trasferimento delle proprietà di MIR, società che possiede gli immobili del Comune, e a quello delle sedi già in uso. Uno dei pochi sistemi per trovare altro contante è chiedere ai milanesi che potrebbero trovarsi davanti al dubbio se finanziare il miglioramento della rete idrica o tenersi servizi meno efficienti. La corsa di MM spa non sembra fermarsi come evidenziano le assunzioni, oltre che i 245 milioni di euro distribuiti agli stakeholders: il personale impiegato ammonta a 1008 unità, di cui 403 assunti nel 2013 e 2014. In parte, quest'aumento è dovuto all'assorbimento del depuratore e alla presa in carico di chi lavorava sulle case popolari. E anche gli incidenti, come la metro 5 che ha alcuni problemi come un eccesso di usura dei binari, non sembrano in grado di fermare l'espansione della controllata del Comune che fino al 2018 ha un piano di investimenti da 230 milioni di euro. E che intanto usa sempre più sistemi moderni, come le tecnologie che permettono di riparare i tubi senza dover scavare, o il riutilizzo delle acque reflue per gli agricoltori che è arrivato al 34 per cento. Una scelta, di sfruttare con profitto un prodotto di scarto, che punta a rispettare la logica ambientale seguita dalle aziende più avanzate. Ma per proseguire lungo questi binari non sembrano essere sufficienti le bollette o gli immobili pubblici: Corritore pensa anche a tirare fuori il cappello e chiedere i soldi ai milanesi.