Molotov e scioperi: vigilia Expo da incubo

Fermati (ma non espulsi) i primi «black bloc» mentre la città si è paralizzata con lo stop dei mezzi pubblici

Maschere antigas, martelletti frangivetro, mazze, fumogeni, picconi. Questo l'arsenale smantellato dalla Digos in via Odazio al Giambellino, nello spazio occupato abusivamente dai residenti riuniti sotto la sigla «Base di Solidarietà Popolare». Tutto materiale che sarebbe servito per mettere a ferro e fuoco la città il primo maggio, giorno in cui gli antagonisti hanno annunciato di voler dare il «benvenuto» - alla loro maniera - ai turisti di Expo.

A contribuire alla prima Expo figuraccia anche lo sciopero dei mezzi di ieri. Giusto per dare l'immagine di una città sottosopra. Con una Milano già piena di turisti, i mezzi pubblici sono rimasti fermi fino alle 15. Creando notevoli disagi: bus pieni come carri bestiame, code infinite per prendere un taxi, traffico in tilt. I tranvieri hanno così voluto prendere le distanze dall'accordo siglato dai loro stessi rappresentanti sindacali.

Fucilieri e Sorbi alle pagine 2 e 3