Montecity, interrogato l’assessore Ponzoni

Un altro passo in avanti nell’inchiesta della Procura, che scava nella rete di interessi che ruotano attorno agli affari del re delle bonifiche Giuseppe Grossi, in carcere dal 20 ottobre scorso. Di Grossi, il tribunale del Riesame - che ieri ha depositato le motivazioni con cui ha respinto la richiesta di scarcerazione - sostiene che abbia ammesso alcuni degli addebiti contestati «solo per evitare più gravi conseguenze relative a operazioni». Ma c’è dell’altro. Da qualche tempo, infatti, i pm Gaetano Ruta e Laura Pedio e gli investigatori della Guardia di finanza hanno iniziato a indagare su una serie di operazioni immobiliari ritenute «sospette», e che avrebbero tra i promotori alcuni politici lombardi di primo piano. Non solo. C’è un altro capitolo che gli inquirenti ritengono di grande interesse, ed è quello legato a un’ipotesi di smaltimento illegale di rifiuti. E uno di questi politici, nei giorni scorsi, è stato sentito dai magistrati. Si tratta di Massimo Ponzoni, assessore all’Ambiente in Regione. Un lungo faccia a faccia con i pm, senza avvocato. Ponzoni, non risulta tra gli indagati ma è stato sentito come persona informata dei fatti.
A Ponzoni è stato chiesto di chiarire alcune operazioni immobiliari messe in piedi con Rosanna Gariboldi (ex assessore provinciale del comune di Pavia e moglie del coordinatore nazionale del pdl Giancarlo Abelli), Massimo Buscemi (assessore regionale alle Reti e ai Servizi di pubblica utilità), e all’ex responsabile di Innovazione e Artigianato Giorgio Pozzi (al Pirellone fino al 2005, ora vicecoordinatore del Pdl in provincia di Como). Ma soprattutto, gli inquirenti hanno voluto approfondire il ruolo di Giorgio Patelli (già socio della Tecno.Geo., società di consulenza in ambito ambientale) che nel 2006 fece parte del comitato tecnico regionale chiamato a presentare le valutazioni di impatto ambientale richieste per la realizzazione di nuove cave.