Monza e Brianza, il vicepresidente degli industriali lascia

Dimissioni e polemiche tra Confindustria Monza e Brianza e Comune di Seregno, sono la conseguenza della messa on line di una video intervista del giornalista Fabrizio Gatti dell'Espresso al vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza Mario Barzaghi, finita con porte sbarrate e avente per oggetto la partnership tra una società riconducibile ai Casalesi e una in quota allo stesso numero due di Confindustria, oggi dimissionario, al sindaco di Seregno Giacinto Mariani ed al capitano dei carabinieri Luigi Spenga.
«Non mi dimetto, non sono stato raggiunto da comunicazioni giudiziarie e chiederò alla Procura di Monza di verificare tutte le società a me riconducibili – ha dichiarato il primo cittadino di Seregno Mariani –. Le accuse del giornalista sono interpretazioni personali dei fatti, la cui origine va ricercata in una ritorsione da parte di chi non approva il fatto che mi sia schierato personalmente contro la criminalità organizzata e che il Pgt del territorio sia fermo». Con queste parole Mariani prende le distanze dalle accuse di vicinanza ai Casalesi, all'indomani dell'alterco tra lo stesso Gatti e il vicepresidente Mario Barzaghi, e alle conseguenti dimissioni di sei dei suoi consiglieri comunali e di un assessore. L'intervista «di fuoco», per cui il cronista si è sentito minacciare di morte e sbarrare la porta da parte di Barzaghi, aveva per oggetto le quote della «+Energy», società che importa pannelli fotovoltaici dalla Cina, e i suoi legami con la «Simec srl» di Ugo Cincotto e Pasquale Pirolo, sequestrata dalla Dia di Napoli nel novembre 2011.
La «+Energy» risulta essere stata, in varie percentuali, in mano allo stesso Barzaghi, al sindaco di Seregno attraverso la «Aperta Fiduciaria», dalla compagna del sindaco Antonella Mauri e da un familiare del capitano dei carabinieri di Seregno Luigi Spenga. La «+Energy» e la «Simec srl» firmano preventivi da migliaia di euro per impianti fotovoltaici, come quello presentato alla famosa «Chateaux D'Ax». Sequestrata a novembre 2011, «Simec» è riferibile a Ugo Cincotto, nato a Desio nel 1958. Documenti relativi ai legami tra Cincotto e Pasquale Pirolo, 62 enne arrestato e condannato nel 1983, vengono rinvenuti in un faldone di oltre cento pagine e numerosi file informatici sequestrati dalla Questura di Caserta in un appartamento intestato all'avvocato Michele Santonastaso, storico difensore del clan dei Casalesi, arrestato per associazione mafiosa e minacce.
Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, Pirolo sarebbe uno dei «colletti bianchi» dei Casalesi.