A Monza pronta l'intesa fra Allevi e i popolari «Siamo alternativi al Pd»

Il candidato azzurro apre al centrista Maffè «Accordo naturale». Segnali favorevoli all'ok

Alberto Giannoni

A Monza si va verso un accordo fra Allevi e i centristi. I protagonisti sono possibilisti sull'intesa, lo scenario politico è favorevole. Il 25 giugno si celebreranno i ballottaggi e due sono le chiavi per vincerli: mobiliare i propri elettori e conquistare il voto di chi al primo turno ha scelto altri. La coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini, ieri è tornata sui cavalli di battaglia azzurri: la sicurezza e le iniziative anti-degrado e pro-decoro, poi la battaglia contro l'oppressione fiscale e a favore di un nuovo welfare familiare, soprattutto per l'infanzia. Tutti temi su cui le liste centriste possono trovare un terreno fertile. Venerdì si chiude sugli apparentamenti, poi un'altra settimana di campagna elettorale. A Monza, Dario Allevi ha azzerato lo svantaggio del sindaco uscente, Roberto Scanagatti (Pd) acciuffandolo sulla soglia del 40%. Il candidato civico-centrista di Pierfranco Maffè ha ottenuto il 5,2%. E Allevi, candidato del centrodestra unito, certo non ha preclusioni a un dialogo. Anzi: «Come ho avuto modo di dire a caldo - spiega al Giornale - lo ritengo un apparentamento naturale, con Maffè abbiamo condiviso 20 anni di percorso politico, locale e provinciale. Abbiamo sempre lavorato insieme d'amore e d'accordo, i temi sono condivisi. Mi parrebbe strano se non ci riuscisse e non ci fossero le condizioni per ricominciare questo lungo cammino». «Maffè - prosegue Allevi - è stato 5 anni in Consiglio all'opposizione, senza sconti E in campagna elettorale, quando ho potuto vederlo e sentirlo, è stato assolutamente alternativo ai disastri dell'amministrazione uscente. Per quanto mi riguarda ci sono tutti i presupposti per far sì che il matrimonio si faccia». Scanagatti ha cercato di mostrarsi attento al mondo cattolico, ma il grosso dell'elettorato centrista si vede alternativo alla sinistra. L'accordo col Pd è escluso, quello con Allevi no. E i partiti del centrodestra spingono per un segnale. Come Riccardo De Corato, capogruppo regionale di Fdi, che rimarca il buon risultato del suo partito e spiega: «Se siamo uniti, come centrodestra si vince. Parlo di ex Pdl e Lega come nucleo fondamentale. Se poi ci sono altri, male non ci fa. Civici o centro. L'elettorato ci ha detto: state insieme. Ora i cosiddetti alfaniani diano segnali forti, dando un contributo ai candidati del centrodestra. Anche in vista di Regionali e Politiche è importante. Se non arriveranno segnali ne terremo conto. Questo dico a Colucci, Cattaneo e Lupi».

E il coordinatore regionale di Lombardia popolare, Alessandro Colucci, la vede cosi: «Quella di Caponi a Sesto è una proposta civica, saranno programma e capacità dei candidati a decidere. La scelta è più autonoma. A Monza la vicenda è certamente politica. Il nostro lavoro è orientato a essere alternativo al Pd. È chiaro che vale molto il programma, il candidato si misurerà sicuramente sull'aspetto dei contenuti, che non possono essere trascurati. Ma Monza ha un grande valore politico che sarà tenuto in considerazione».