La Moratti commossa: «Una vita di lavoro»

Un lungo applauso a don Gerenzani

Letizia Moratti riceve l'Ambrogino d'Oro dal sindaco (che fu il suo city manager, la definisce «una cosa simpatica, un ulteriore passaggio di testimone») e si commuove: «Sono felice che questo Ambrogino mi sia stato dato all'unanimità perchè penso sia il segno di una città che riconosce il valore delle azioni delle persone di qualsiasi schieramento, al di là delle appartenenze. Sono profondamente grata, lo vedo come il riconoscimento di una vita di lavoro». L'ex sindaco arriva accompagnata dai quattro figli e dedica il premio a loro e al marito Gianmarco. Ha ricevuto tanti riconoscimenti dalla Croce d'Ordine del Sol Levante in Giappone alla Legione d'Onore della Repubblica francese ma quello della sua città confessa «è forse quello che mi tocca e mi commuove di più». «Prima donna presidente e primo sindaco donna di Milano ha ottenuto che la città fosse sede di Expo», è stato sottolineato nelle motivazioni (il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi che l'aveva candidata ottenendo l'accordo bipartisan dell'aula si è alzato in piedi ad applaudirla) ritiene che il progetto Human Technopole sulle aree dell'Esposizione «sia bellissimo progetto e mi auguro che contribuisca a portare nuovi talenti e a consolidare la tradizione scientifica che ha questa città». A differenza di Giuliano Pisapia che ha appena annunciato un nuovo movimento, non intende ributtarsi in politica («i miei impegn sono diversi») e ribadisce di aver votato sì al Referendum «pur avendo dei dubbi perchè questa riforma che non era perfetta, comunque a mio avviso era un passo avanti verso il superamento del bicameralismo».

Sul palco standing ovation per il comico Antonio Albanese, anche se gli applausi più lunghi sono per don Aldo Gerenzani, rettore da 26 anni del Collegio San Carlo, accompagnato in carrozzina a ritirare la Medaglia («grazie prof» si sente dalla platea). Premiati Paolo Oddi e il marito Paolo Oddi, paladini della battaglia per i diritti gay, l'atleta paralimpica Arjola Deday, il fondatore delle «patatine» San Carlo Alberto Vitaloni. Tra gli Attestati, il progetto di consegna dei pasti a casa dei bisognosi «Due mani in più» di Coop Lombardia ed è quasi una gara tra i gruppi più numerosi sul palco: salgono gli 11 soci dell'Ostello Bello, in 15 per l'Ordine degli Avvocati, i 18 comandanti delle Stazioni dei Carabinieri della Città di Milano e i 20 vigili dell'Unità reati predatori della polizia locale. Assente da tavolo dei capigruppo per protesta sul metodo di scelta dei nomi il 5 Stelle Gianluca Corrado.

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