Morte del piccolo Mehmed, il padre accusato anche di tortura. È la prima volta in Italia

Finora il reato non era mai stato contestato nell'ambito delle violenze in famiglia. Lo scorso 22 maggio l'uomo avrebbe ustionato il figlio di 2 anni con un accendino. Era sotto l'effetto della droga

Non gli vengono imputati solo l’omicidio volontario e i maltrattamenti ma anche la tortura avvenuta nell’ultima notte. E sarebbe la prima volta che nel nostro Paese viene contestato questo reato nell’ambito domestico delle violenze in famiglia. Lo ha stabilito la Procura di Milano nei confronti di un padre colpevole di aver martoriato il figlio di 2 anni e di avergli ustionato i piedi con l’accendino.

Il reato di tortura è previsto dalla legge numero 110 del 14 luglio 2017. Come riporta Il Corriere della Sera, nell’avviso di conclusione delle indagini, la pm Giovanna Cavalleri lo attribuisce ad Aljica Hrustic, fiorentino di origine croata di 25 anni, accusato della morte del figlio Mehmed lo scorso 22 maggio nel capoluogo lombardo. Il giovane era stato fermato per omicidio e aveva detto di aver fumato hashish e di aver colpito il bimbo alla testa dopo aver trascorso una notte insonne. In seguito, si era allontanato lasciando a casa la moglie di 23 anni incinta e poco dopo era stato rintracciato dalla polizia. Il piccolo era stato trovato disteso su un fianco, con i piedi fasciati da bende e pieno di lividi sulle braccia, sulle gambe e sulla pancia. Dagli accertamenti, era emerso che quei lividi non risalivano tutti a poche ore prima e questo significava che le violenze andavano avanti da tempo.

Dunque la pm imputa al giovane non solo l’omicidio volontario per il colpo in testa che avrebbe causato la morte del bimbo e non solo i continui maltrattamenti dei mesi precedenti, ma anche la tortura nell’ultima notte. La configurazione del reato verrebbe individuata in alcune azioni violente come pugni e calci in testa, la lacerazione del labbro superiore, i morsi sulle braccia e sulla schiena e le ustioni con fiamma viva sotto le piante dei piedi. Il complesso delle tre contestazioni (omicidio volontario, maltrattamenti e tortura) con una serie di aggravanti, comporta sulla carta la possibilità che la pena sia l’ergastolo, in caso di riconosciuta responsabilità.

Commenti
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navigatore

Lun, 28/10/2019 - 19:39

sono le loro trazioni, fino a quando si annullano tra di loro lasciateli fare

baronemanfredri...

Lun, 28/10/2019 - 19:44

MA NON FATEMI RIDERE GLI RIFILIANO O LO CONDANNANO ALL'ERGASTOLO? DOPO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE HA IMPOSTO CON UNA SENTENZA DA SCHIFO L'ELIMINAZIONE DELL'ERGASTOLO A VITA? QUESTO BxxxxxxO USCIRA' TRA 12 ANNI FORSE ANNI 10 SCHIFO DI SENTENZA, SPERIAMO CHE LE CAMERE RIGETTANO QUESTA SCHIFEZZA DI SENTENZA OLTRE CHE MI FA VENIRE DI VOMITARE.

baronemanfredri...

Lun, 28/10/2019 - 19:45

AGGIUNGO VOGLIO LEGGERE GLI INTERVENTI PER DIFENDERE QUESTO TOPO DI FOGNA.

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Mario Galaverna

Lun, 28/10/2019 - 19:45

A una simile bestia va pure impedito di riprodursi quindi, va castrato.

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cicciomessere

Lun, 28/10/2019 - 21:44

Qualcuno saprebbe esporre un motivo , uno solo , per cui non bisognerebbe subito abbattere questo cane rabbioso?

MaDaiSmettetela

Mar, 29/10/2019 - 03:54

Molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti.

Ritratto di ANGELO LIBERO 70

ANGELO LIBERO 70

Mar, 29/10/2019 - 09:31

Per fortuna in Italia è stato introdotto il tanto vituperato reato di tortura, a dispetto di chi era contrario.

ziobeppe1951

Mar, 29/10/2019 - 10:03

MaDaiSmettetela..03.54...credo che in questo caso..la sentenza di morte, sia più che giusta