Mortirolo, scoperto da Torriani Una «picchiata verso l'orrido»

Collega la Valtellina, in provincia di Sondrio, alla Valcamonica, in provincia di Brescia. Non è una salita è molto di più. È l'ultima delle immaginifiche invenzioni di Vincenzo Torriani, storico patron del Giro che sulla carta sembra un'ascesa più agevole rispetto ad altri grandi passi come Stelvio e Gavia, tanto per restare in Lombardia. Ma l'asprezza delle pendenze e le condizioni del fondo stradale si sommano alla difficoltà della discesa verso Mazzo di Valtellina: 11,6 km e un dislivello complessivo di 1286 metri, con pendenze massime che raggiungono il 20 percento. Il Mortirolo viene scalato per la prima volta nel 1990, in occasione della diciassettesima tappa del Giro Moena-Aprica. Si sale dal versante camuno, lungo la strada che parte dall'abitato di Monno: 12,5 km di lunghezza, 960 metri di dislivello, con pendenze che raggiungono il 15 percento. Sul passo transita per primo il giovane scalatore venezuelano Leonardo Sierra, che cade in discesa, riuscendo però a salvarsi, a riprendere la corsa e a vincere così la tappa. Il giorno dopo sul Corriere della Sera Marzio Breda scrive: «In picchiata verso l'orrido cercando di salvare la pelle...». E da lì comincia la storia di una salita che oggi è diventata un mito.

ARuz