Moschee, altro rinvio e i centri islamici perdono la pazienza: «Faremo verifiche»

Un altro rinvio. Sta diventando imbarazzante - e fonte di delusione per le stesse comunità islamiche - la strategia dilatoria del Comune, che ha rinviato a nuova data l'apertura delle offerte economiche per il bando delle tre aree destinate a luogo di culto. Ieri in largo Treves la commissione è tornata a riunirsi e ha convocato le associazioni coinvolte. Ma solo per comunicare il nuovo rinvio: documentazione aggiuntiva chiesta ad alcuni partecipanti e non ancora presentata, questo il pretesto. Le associazioni non l'hanno presa bene. Si è detto molto sorpreso e «perplesso» Davide Piccardo, portavoce del Caim: «Siamo molto stupiti, questo comportamento è difficile da capire. Faremo delle verifiche sulla regolarità del procedimento» ha annunciato. L'ex vicesindaco Riccardo De Corato attacca a testa bassa: «Tutti rinvii che avevo previsto - dice - il fatto è che il bando del Comune non rispetta ben due leggi regionali». Secondo molti, in effetti, a Palazzo Marino stanno aspettando l'esito dell'esame costituzionale della legge «anti-moschee» approvata dal Pirellone, che al momento mette fuori gioco tutto il percorso seguito dal Comune. Secondo il consigliere comunale centrista Matteo Forte, invece, il rinvio è il «primo frutto» delle dimissioni del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris.