Moschee, il bando finito nella palude Giunta divisa e il Pd chiede regole

Prima agosto, poi settembre, ora ottobre. Ritardi insomma: qualcosa non funziona nel piano-moschee. Ed è qualcosa di sostanzioso, sul piano politico e probabilmente anche tecnico. L'assessore Pierfrancesco Majorino, che sta gestendo la pratica da circa un anno dopo il passo indietro del vicesindaco, si trova in difficoltà. Ha messo i tecnici comunali al lavoro sul bando per concedere le aree (sembra per 99 anni, per ammortizzare la concessione) ma si tratta di un provvedimento che non ha precedenti in Italia e presenta varie incognite. Quali saranno i criteri? Chi deciderà sui requisiti delle associazioni? E si esporrà a possibili impugnazioni? Tutti profili da chiarire e non è un caso che questi famosi «criteri» che avrebbero dovuto essere resi noti ad agosto ai centri islamici, ancora restano un segreto. E all'ordine del giorno della prossima giunta non c'è traccia della delibera, che pure è necessaria.

Ecco il secondo problema, politico. Il passaggio della patata bollente da Ada Lucia De Cesaris a Majorino non era cosa di poco conto ma la spia di un disagio. Mezza giunta coltiva un forte scetticismo sul modo in cui la partita è stata giocata finora. Il sindaco Giuliano Pisapia si è mostrato freddo, precisando che non si tratterà solo di moschee, e tutto ora sembra rimandato a una decisione dei vertici del Pd, che nei prossimi giorni riunirà (anche) su questo segreteria e direzione. Una bella fetta dei Democratici infatti ritiene che l'impostazione attuale debba essere rivista da almeno due punti di vista. Il primo: il bando non deve essere esclusivo, anzi deve prevedere che le aree non vadano tutte a una sola religione (non solo moschee dunque). Il secondo: sono necessarie regole. Vale a dire paletti su imam e prediche e «tracciabilità» dei finanziamenti. Insomma, per un bel pezzo di Pd sono giustificate le richieste di Forza Italia. Anzi, questi democratici - non «majoriniani» - non disdegnerebbero un'intesa con gli azzurri (che consentirebbe oltretutto di separare Forza Italia dalla Lega). In giunta bocche cucite ma l'assessore (ed ex capogruppo) Carmela Rozza due cose le conferma: «Il sindaco ha chiarito che il bando è per tutte le religioni». Due: «Ci devono essere regole». Del tutto in linea col segretario Pd Pietro Bussolati: «Il fatto che le aree siano pubbliche - dice - permette una interlocuzione virtuosa. Noi siamo per una soluzione ma che rispetti ovviamente principi costituzionali e legalità, e alcune condizioni, come la tracciabilità dei finanziamenti e l'assenza di oneri per il Comune».