Mostre, i capolavori di Giotto in mostra a Palazzo Reale

La carriera del grande pittore sarà illustrata attraverso 13 opere riunite per la prima volta in una rassegna. Fra queste il Polittico Stefaneschi, che non aveva mai lasciato il Vaticano. Dalla Cappella degli Scrovegni arriva la tavola con Dio Padre in trono. Dal 2 settembre al 10 gennaio

Alcuni dei maggiori capolavori di Giotto saranno esposti dal 2 settembre al 10 gennaio nel Palazzo Reale di Milano. Sono 13 opere, di diverse provenienze, riunite per la prima volta in un'unica esposizione. Vi spicca il Polittico Stefaneschi, che non aveva mai lasciato il Vaticano da quando il cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi lo aveva donato per l'altare maggiore della Basilica di San Pietro. L'opera, in seguito trasferita nei Musei Vaticani, e la relativa donazione, sono menzionate nel Liber Anniversarium della Basilica, in occasione del necrologio per la morte del Cardinale, avvenuta nel 1341. Sulla fronte anteriore del polittico vi sono San Pietro con due coppie di santi a lato. Al centro è dipinto Cristo in trono e a fianco appaiono le raffigurazioni dei martiri di San Pietro e di San Paolo. Nella predella sono infine rappresentati la Madonna in trono e altri santi.
La rassegna vuole offrire una panoramica cronologica dell' attività dell'artista fiorentino in diverse zone d'Italia. Il frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo e la Madonna di San Giorgio alla Costa documentano il periodo in cui Giotto si stava affermando ed era impegnato tra Firenze e Assisi. Vi è quindi il nucleo della Badia fiorentina, con il polittico dell'Altare Maggiore, attorno al quale sono ricomposti alcuni frammenti di decorazioni in affresco dello stesso Giotto.
L'attività a Padova è documentata dalla tavola con Dio Padre in trono, proveniente dalla Cappella degli Scrovegni. Seguono il polittico bifronte destinato alla cattedrale fiorentina di Santa Reparata.
Il percorso espositivo prosegue con due opere della parte finale della carriera di Giotto: il polittico di Bologna, che il maestro dipinse in questa città, al ritorno in Italia da Avignone, dove era stata trasferita la corte papale; il polittico Baroncelli, dall'omonima cappella della chiesa fiorentina di Santa Croce. Per l'occasione, a questa opera viene ricongiunta la cuspide raffigurante il Padre Eterno, conservata nel Museo di San Diego, in California.
L'impiego di particolari tecnologie fotografiche, usate in occasione di un recente restauro, permette infine una visione dei dipinti murali che Giotto realizzò in Santa Croce per la Cappella Peruzzi.