Mountainbike olimpica: dalla Montagnetta a Rio

A Pasquetta tutti i big si sfideranno su un percorso spettacolare Fontana e il campione del mondo Schurter. Al via anche la Pezzo

Antonio RuzzoSi alza sipario sulla tappa milanese degli Internazionali d'Italia Series. La seconda frazione del circuito mountainbike che a Pasquetta radunerà al Monte Stella i più grandi campioni del cross country internazionale. «È un grande onore per Milano ospitare questa tappa degli Internazionali, in special modo ci riempie di soddisfazione il fatto che sia stata scelto il Monte Stella che sempre più sta diventando un punto di riferimento per lo sport urbano, palcoscenico ideale per running, bike, cross- ha spiegato l'assessore allo sport Chaira Bisconti- sono convinta che saranno tanti i milanesi che verranno ad assistere ad uno spettacolo unico». C'era una volta la mountainbike che aveva la classe di Paola Pezzo e c'è ancora, anche perchè la campionessa di Boscochiesanuova ha annunciato la sua presenza. E se più o meno vent'anni fa a pedalare sugli sterrati della Montagnetta c'era l'oro olimpico ad Atlanta e Sydney, icona di uno sport che gli italiani hanno imparato ad amare grazie alle sue vittorie e grazie alla zip un po' slacciata della sua maglietta, ora il testimone è i buone mani. Ottime. A trainare il movimento azzurro che guarda alle olimpiadi con fiducia ci sono infatti quel fenomeno di Marco Aurelio Fontana, capace di conquistare un bronzo quattro anni fa Londra pedalando per metà gara senza sella, ed Eva Lechner già campionessa del mondo nel 2012 in Austria nella prova a squadre. Puntano entrambi a una medaglia ai Giochi di Rio e il 28 marzo sulle rampe del Monte Stella cercheranno di capire misurandosi con campioni olimpici ed iridati del calibro di Nino Schurter, José Hermida e Gunn Rita Dahle quanto quel sogno è vicino o distante. A tracciare il percorso della montagnetta è stato Luca Bramati: «Ho disegnato un fiore con tre petali che si sfiorano sul culmine della Montagnetta di San Siro- spiega il campione di Vaprio d'Adda, bronzo campionati del mondo di ciclocross del 1996 e del 1997 e nel 97 nel cross country- Rispetto a quello su cui abbiamo corso 18 anni fa lo ritengo più duro, visto che i corridori dovranno raggiungere la cima partendo da zero per ben tre volte a giro». Il percorso è studiato per il pubblico, che dalla partenza spostandosi di soli 300 mt potrà vedere l'80% della gara grazie anche alla struttura della Montagnetta un anfiteatro naturale nel quale è stato creato un salto nel vuoto dal quale i corridori in gara atterreranno in discesa, e subito a seguire una parabolica che riporta gli atleti a risalire. Questo sarà uno dei punti più spettacolari della gara, ma tutto il percorso regalerà uno show da non perdere. «Abbiamo inserito due discese molto ripide, entrambe registrano una pendenza superiore al 30%, da guidare con il fiato sospeso- aggiunge Bramati- e scendendo l'ultima picchiata prima dell'arrivo prevede un doppio salto e una pietraia. Insomma non manca nulla per far divertire i campioni e regalare ai tifosi uno spettacolo da pelle d'oca». E infine una riflessione sul cambiamento del mondo del fuoristrada rispetto ai suoi tempi. «Sicuramente i percorsi sono molto differenti, ma Milano era già all'avanguardia allora. Il percorso su cui avevamo corso noi era a metà strada tra i tracciati massacranti che andavano di moda all'epoca e lo spettacolo di oggigiorno, quindi la seconda tappa degli Internazionali d'Italia Series trova nella Montagnetta di San Siro il terreno ideale per lo spettacolo della mountain bike. Anche io ci tengo ad invitare tutti alla manifestazione, ci aspettiamo tanta gente per applaudire i migliori atleti a livello mondiale».