La movida finisce alle due Il «codice etico» dei locali

Serrande abbassate non oltre le due di notte e niente vetro dopo le 21 per la vendita d'asporto di bevande. Un servizio cortesia per i parcheggi, per invitare la clientela ad allontanarsi dall'area esterna dopo la chiusura (e avvisare le forze dell'ordine in caso di comportamenti inadeguati). Impegno a non diffondere musica con le porte o le finestre aperte. Quindici locali del quartiere Lazzaretto, l'area di via Lecco- Panfilo Castaldi (zona Buenos Aires) hanno firmato un «codice etico» che ha messo in pratica da ieri e sarà in vigore per tutta l'estate. Quasi un patto di «non belligeranza» con i residenti che ogni anno col caldo iniziano una battaglia contro la movida rumorosa. Il Municipio 3, riferisce la presidente Caterina Maria Antola, «condivide il percorso che ha portato al patto per il Lazzaretto firmato da 15 esercizi commerciali presenti nell'area» e specifica che l'accordo è «in via di incremento». Nel corso degli ultimi mesi Epam , Municipio e gli assessorati alla Sicurezza e al Commercio del Comune hanno lavorato con i titolari dei locali e i comitati dei residenti per migliorare la vivibilità del quartiere e limitare i disagi per chi vive nei condomini che vicini ai locali. Tra gli impegni scritti nero su bianco dai titolari - e ieri dalle 23.50 fino alla chiusura dei locali la Antola con l'assessore di zona al Commercio Massimo Scarinzi erano sul posto per «monitorare» che non fossero solo chiacchiere - c'è quello di contenere le emissioni rumorose «entro i limiti massimi previsti dalla legge», effettuare le operazioni di stoccaggio di vetro «con l'accortezza necessaria ad evitare ogni disturbo al riposo dei residenti», a non sforare lo spazio concesso per le occupazioni di suolo pubblico per i dehors e a ripulire scrupolosamente l'area. Nei prossimi giorni scatterà un primo esame delle misure.

ChiCa