Multa da 450 euro e uffici da imbiancare per chi imbratta

A inizio giugno la giunta voterà le misure anti-graffiti I writer potranno colorare 67 muri liberi, nessuno in centro

«La polizia è una brutta malattia». É una tra le decine di scritte e scarabocchi che ricoprono il gazebo comunale in piazza Sempione, tra il parco Sempione e i monumentali caselli daziari oggi «impacchettati» perchè il Demanio statale li sta ristrutturando. Ma è la più simbolica per dimostrare il degrado in cui versa la città. Quella scritta è lì da anni e il chiosco sembra apparentemente abbandonato. Invece, viene ancora utilizzato dalla polizia locale per monitorare sui video il parco Sempione. Almeno per il rispetto ai ghisa, se non tutto il gazebo almeno quella scritta si poteva cancellare prima. Ci penseranno domani nella giornata di «Cleaning Day in zona Sempione» i volontari di Retake e Pro Arco Sempione, le stesse associazioni «aggredite» prima dai residenti e poi dalla sinistra con gli sfottò su internet per aver cancellato una parte del graffito realizzato una decina di anni fa da Pao. Un compito, come ha confermato ieri la consigliera Pd di Zona 1 Elena Grandi, che «era stato autorizzato e sostenuto con un contributo dal Parlamentino, quella parte del graffito era coperta da disegni sconci e scarabocchi. Lo ha dovuto ammettere anche Pao». Anche se l'artista, a differenza dei volontari, la sera stessa ha ricevuto le scuse dell'assessore all'Ambiente Pierfrancesco Maran, gll antigraffiti si sono dovuti difendere e spiegare da soli. Rant'è, chiariti gli equivoci lunedì in Zona 1 Pao e le associazioni si vedranno per organizzare una festa-evento durante la quale sarà praticamente rifatto il graffito di via Cesariano. E ieri alla presentazione del Cleaning Day, promosso dal Comune e dalla Zona 1, c'erano anche quei volontari maltrattati dalla sinistra. Domani dal mattino ripuliranno non solo il chiosco ma l'asilo all'interno del parco, le gradinate dell'anfiteatro all'Arco della Pace, le centraline, le serrande dei negozi. «Sosteniamo tutte le associazioni che ci aiutano a recuperare la bellezza della città, ed entro metà giugno lanceremo un'altra giornata di cleaning day in luoghi sparsi di Milano come il 16 maggio».

Un cambio della guardia a Palazzo Marino? Per ora, sostenuto più dagli assessori del Pd che dal sindaco e dalla sinistra radicale. E, come ha fatto presente ieri il consigliere Fdi Riccardo De Corato, «il Comune dovrebbe estendere le pulizie alle zone intorno ai centri sociali, se ne guarda bene». E farà discutere in maggioranza anche la delibera che dopo tanti annunci approderà a inizio giugno in giunta. Fissata a 450 euro la multa per chi imbratta, «i vandali la pagheranno subito, non rientrerà tra i risarcimenti eventuali a fine processo. Poi scatteranno anche quelli, ma la sanzione sarà automatica e viaggerà per la strada amministrativa - avverte la Rozza -. Se verranno condannati a servizi sociali li destineremo principalmente all'imbiancatura di muri negli uffici o nelle scuole, così sarà una lezione anche per gli studenti». Chi predica arte di strada, potrà praticarla solo su 67 muri liberi («nessuno in centro»), soprattutto sottopassi, spazi di Fs, A2a. «La lista era più lunga ma ne abbiamo dovuti eliminare, possiamo mettere a disposizione solo luoghi non vincolati e sicuri: devono essere ad altezza di marciapiede, nessuno di può arrampicare o far male». Saranno indicati da una targa.