Multe, è un «affare» da 10 milioni

Non sono ancora finite le code per pagare la mini-Imu (oggi è l'ultimo giorno utile) e già si preannuncia l'assalto agli sportelli di Equitalia, tre in tutta la città. Entra nel vivo la sanatoria delle cartelle esattoriali prevista dalla Legge di stabilità votata a fine 2013 , entro il 28 febbraio i contribuenti possono pagare in un'unica soluzione, senza interessi di mora e di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi già affidati dagli enti (Agenzia delle Entrate, Regione, Comune, Provincia, prefettura) alla società di riscossione entro la data del 31 ottobre 2013. Dall'Iva all'Irpef, dall'Irap ai bolli auto, dalle mense scolastiche a Tarsu, bollette dell'acqua. Di tutto, di più. E in ballo, come si è compreso solo ieri - a un mese dalla scadenza - ci sono anche le multe stradali. Il grande «buco nero» per il Comune, visto che su un totale di 1.624.492 cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e 2011, il 57 per cento si riferisce proprio alle contravvenzioni stradali. Palazzo Marino, per i tributi di propria competenza, ha fatto un conteggio delle reali possibilità di recupero crediti in un mese di tempo: 10 milioni di euro al massimo. Una stima prudente che tiene conto, fanno sapere, del poco tempo a disposizione rimasto per pagare, del saldo in un'unica soluzione e il vantaggio più contenuto rispetto al condono (che eliminerebbe anche la sanzione aggiuntiva). Ma l'assessorato al Bilancio guarda soprattutto, non senza vena polemica visto che è pronto il bando per rimpiazzare Equitalia, alle performance della società in undici anni. Su 891 milioni di potenziali importi da recuperare ne ha incassati per il Comune solo 66. Le 1,6 milioni di cartelle sono relative (al netto dei furbi seriali) a circa 496mila soggetti, mentre 42mila sono ormai deceduti. Il 76% sono persone fisiche, il 24% giuridiche. Ammontano a 816 milioni le sanzioni, rette o tributi che non sono stati recuperati e vengono ormai trattati in gran parte come importi «virtuali». Impossibili da incassare almeno 31 milioni, visto che i cittadini sono morti. Dopo le multe stradali, in cima alla classifica degli «scoperti» ci sono la Tarsu (24,87% delle cartelle, circa 203 milioni), le spese affitto (5,33%, circa 43 milioni), l'infrazione ai regolamenti comunali e alle ordinanze del sindaco (4,34%, per 35 milioni), poi Cosap, Ici, mense. IN percentuale, l'evasione più massiccia è nella fascia di importa tra mille e 5mila euro (33,6%), la più bassa per gli scoperti inferiore a 50 euro (0,32%). Una curiosità: guardando dentro a quegli 1,6 milioni di cartelle non pagate, quasi una su tre (649.036) si riferisce a sanzioni o imposte evase per un importo tra i 51 e 200 euro.
La «rottamazione» dei ruoli varata dal governo copre ovviamente anche quelli del 2012 e 2013, e sono questi i casi che probabilmente intaseranno gli sportelli. Se le cartelle esattoriali relative a vecchissime multe sono forse ben presenti ai furbi - le avranno recuperate dalla buca delle lettere e archiviate in un cassetto - le più recenti possono non essere ancora arrivate a casa. Tocca al cittadini, se hanno dubbi e non vogliono perdere la possibilità di estinguere i debiti in modo agevolato, recarsi agli sportelli Equitalia per verificare gli importi iscritti e non ancora pagati (inutile recarsi agli uffici comunali, non gestiscono direttamente la pratica). E il tempo stringe.