Multe ai mezzi inquinanti Telecamere da gennaio

Sala attiva (in ritardo) la «low emission zone» Insieme alla Raggi contro pavè e sampietrini

La «low emission zone» scatterà il 21 gennaio, tra circa sette mesi. Si partirà con le prime 10-12 telecamere, per evitare picchi di sanzioni, ma gradualmente nel corso dell'anno gli impianti saliranno a circa 170. Le telecamere collocate ai confini della città fotograferanno senza via di scampo le targhe delle auto più inquinanti. Dalla prossima stagione invernale - per dire - i divieti invernali imposti dalla legge regionale dalle 8.30 alle 19.30 nei giorni feriali tra ottobre e aprile saranno estesi anche agli Euro 3. Diciamo pure che finora i pendolari hanno potuto fare i furbetti, salvo periodi in cui sono stati inaspriti i controlli dei vigili, monitorare tutto il territorio è complicato se non impossibile. L'occhio elettronico invece non perdona. Nell'ottobre 2020 poi scatterà lo stop invernale per i diesel Euro 4 e per gli Euro 3 tutto l'anno. «I motori più inquinanti fino agli Euro 3 non potranno circolare tranne il sabato e la domenica e dal 21 gennaio l'attivazione delle telecamere lungo tutto il perimetro della città ci permetterà di controllare chi entra» ha confermato ieri il sindaco Beppe Sala partecipando al Festival dell'Energia a Roma al primo confronto ufficiale con la collega M5S Virginia Raggi. A inizio gennaio sarà montata la segnaletica e partirà la campagna di comunicazione, poi il via dal 21 gennaio, in ritardo in realtà rispetto al cronoprogramma iniziale: i primi impianti dovevano multare da ottobre.

La sindaca di Roma ha portato Sala sul balcone del Campidoglio vista Fori («ci ero già stato ai tempi di Walter Veltroni ma è sempre un gran bel vedere» ha detto), l'ex manager anticipa che a Milano punterà sull'innovazione, «la porterò sul ristorante in terrazza della Triennale vista skyline». Si parla di ambiente ma anche delle polemiche mediatiche che hanno colpito le rispettive giunte. Raggi difende le soluzioni creative per la cura del verde: «Profughi, detenuti e anche le pecore». Sala ricorda i veleni su palme e i banani in piazza Duomo: «Ora sono nate persino le prime banane a km zero». I sindaci si ritrovano su una battaglia quotidiana, le buche stradali e i costi per la manutenzione: «Sampietrini e pavè dovrebbero rimanere in centro e tolti dalle arterie più trafficate» è l'appello che rilanciano alle Sovrintendenze. Si passa ovviamente alle attese dal governo gialloverde. «Prima dei soldi dobbiamo chiedere una semplificazione amministrativa che aiuti i Comuni ad erogare servizi più velocemente - premette la Raggi -. Poi si deve andare oltre rispetto ai decreti attuativi della riforma su Roma Capitale, si deve iniziare a parlare di Roma Città Stato, relazionandosi direttamente con il governo in caso di intoppi». A Milano dice «invidio i conti, ma anche la Capitale sta ripartendo. Per troppi anni Roma si è adagiata sulla cultura e i tesori archeologici, è ora di entrare nel terzo millennio e puntare anche sulla tecnologia e l'innovazione».

Sala rispondendo a una battuta dice che non vuole «prendersi a Milano i Ministeri romani». Non ha ancora avuto contatti col nuovo governo ma si augura che «sposi le richieste di fondi per ulteriori infrastrutture, per noi è importante allungare il metrò a Monza per ridurre il traffico». É pronto a dare un aiutino alla collega in tema di trasporti e gestione dei rifiuti mentre ammette che «loro sono più bravi ad ottenere fondi Ue».