Musei, la card fa boom e arriva pure in Svizzera

Nuove gallerie nel circuito. Valle d'Aosta e Liguria aderiscono. Invariate le tariffe

Un anno di musei gratis per i tesserati delle sale e un successo che porta il progetto non soltanto ad espatriare in Svizzera nel Canton Ticino, ma anche fuori regione. Liguria e Val d'Aosta le prime adesioni ufficializzate ieri alla presentazione del bilancio dell'«abbonamento musei Lombardia Milano». Sono state 14.800 le tessere vendute, 5.600 gli ingressi ripetuti per una media di 2,5 ogni card. Ben 102 i musei lombardi che hanno aderito (29 a Milano e 73 distribuiti nelle altre province), l'ultimo dei quali è la Pinacoteca di Brera. Ad essa si aggiunge una lista che include il Museo teatrale alla Scala, il Muba, il Museo mondo Milan, Unicredit pavillion, il MuSa di Salò, il museo «Tazio Nuvolari» di Mantova, il Castiglioni di Varese, il museo della calzatura e dell'imprenditoria di Vigevano e il museo della ceramica di Saronno. A queste realtà vanno aggiunte il Masi di Lugano e la Pinacoteca Züst di Rancate, dove si entra a tariffa scontata.

Invariati i prezzi dell'abbonamento - intero 45 euro, junior (0-6 anni) 20 euro, young (15-26 anni) 30 euro, senior (over 65) 35 euro. La tessera offre vantaggi per convenzioni e promozioni con altre attività culturali fra le varie regioni. Proprio questa è la novità. L'iniziativa lombarda supera i confini. Al bilancio di un anno della card era presente - oltre al governatore lombardo Roberto Maroni e all'assessore alla cultura Cristina Cappellini - il presidente della giunta piemontese Sergio Chiamparino con l'assessore Antonella Parigi, il direttore della Fondazione Cariplo Sergio Urbani e in collegamento la titolare del dicastero di Comunicazione e cultura alla Regione Liguria, Ilaria Cavo, e la sua collega valdostana Emily Rini.

«Oggi rinnoviamo il nostro protocollo d'intesa con il Piemonte e da dicembre, avremo la nuova tessera Piemonte-Lombardia» ha spiegato la Cappellini, illustrando l'estensione a Canton Ticino, Val d'Aosta, Liguria, Veneto e Emilia Romagna. «Se tutto andrà come deve - ha continuato - a fine legislatura avremo creato la Macroregione della cultura, al di là delle diverse connotazioni politiche di chi amministra. Aumentano i punti vendita in quanto le nostre card saranno disponibili anche nelle edicole e nelle cartolibrerie. La grande soddisfazione è constatarne il successo non solo nelle città d'arte».

Dopo aver anticipato che sono a buon punto le trattative per far entrare nella rete anche il Palazzo Ducale di Mantova, la Cappellini ha messo in evidenza che «l'aumento delle strutture aderenti è in costante crescita e questo significa che la sfida è stata vinta. Chi torna a visitare i luoghi della cultura lo fa prevalentemente il mercoledì oltre al sabato e alla domenica, con una soddisfazione in più per noi: si registrano più ingressi nei musei lombardi rispetto a quelli statali». Infine Maroni ha lanciato l'idea di portare questo modello sul tavolo di Eusalp perché possa diventare una macroregione alpina. «Abbiamo un patrimonio culturale immenso che non sempre si riesce a valorizzare come merita».