Musei gratis, c'è anche l'Armani Sylos

Spazi aperti dalle 9 fino alle 17.30, aderisce la collezione dello stilista

La prima domenica di agosto in città si preannuncia semideserta, eppure non tutti saranno sulle spiagge. Per chi rimane sotto la Madonnina sarà un'occasione buona per visitare gli spazi d'arte, soprattutto i musei civici che saranno apèerto e gratuiti fin dalla mattina in virtù della speciale iniziativa del Ministero dei beni culturali studiata per la prima domenica del mese. Tutti i milanesi che questo fine settimana resteranno in città potranno visitare gratuitamente l'Acquario Civico, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo del Risorgimento, Palazzo Morando, la Galleria d'Arte Moderna, il Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, il Museo del Novecento e il Museo della Pietà Rondanini, Casa Museo Boschi di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina. I visitatori potranno recarsi anche all'Armani/Silos che fino a settembre 2016 aderisce all'iniziativa. L'orario di apertura delle sedi espositive andrà dalle ore 9 alle ore 17.30, quindi l'ultimo ingresso alle mostre sarà alle 16.30 per tutti, sia singoli che gruppi, provvisti o meno di prenotazione.

Intanto la Giunta ha deciso di prorogare la gratuità dell'ingresso alla Collezione Permanente del Mudec, il Museo delle Culture, che resterà aperto fino al 31 agosto 2017. La Giunta ha infatti deciso di prorogare la gratuità dell'ingresso per un altro anno, dopo il buon esito della sperimentazione per i primi dieci mesi di vita del Mudec.

La Collezione permanente, che presenta una selezione del patrimonio etno-antropologico delle raccolte civiche, rappresenta il cuore del Museo con una selezione di oltre 200 preziose testimonianze di culture provenienti da medio ed estremo Oriente, America meridionale e centrale, Africa occidentale e centrale, Sud Est asiatico e Oceania, coprendo un arco cronologico che va dal 2000 a.C. (Perù preispanico) al Novecento. In corso al Mudec anche la mostra «Joan Miró. La forza della materia», con oltre 100 opere che raccontano l'attività del maestro catalano tra il 1931 e il 1981.