Al museo Diocesano i disegni di Goya e Rodin

Il Diocesano amplia la sua collezione: ancora una volta è una donazione, in seguito a un lascito testamentario, ad arricchire il patrimonio del museo di corso di Porta Ticinese. Un segnale importante, che premia l'apertura del Diocesano a temi non solo religiosi e anche all'arte contemporanea, con la recente creazione di una sala dedicata a Lucio Fontana dove sono esposte le sue sculture, ceramiche, gessi e bozzetti a soggetto sacro. Da domani una nuova sezione sarà ospitata nelle sale permanenti del museo, arricchendo il tradizionale percorso di visita con una sezione interamente dedicata al disegno. Arte minore? Non la pensava così Antonio Sozzani (1918-2007), che ha donato al museo pochi anni fa oltre un centinaio di disegni, una sorta di summa della storia dell'arte dal Quattrocento al Novecento. Compaiono nella sua collezione dei fogli disegnati dal Carracci, da Luca Cambiaso, dal Nuvolone e, accanto a loro, opere di Degas, Manet, Rodin, Pisarro, per finire con le idee su carta di Lucio Fontana e di Jean Cocteau. La storia di questa collezione è squisitamente meneghina e narra di un uomo, un grande capitano della finanza milanese che fu a capo, nei difficili anni Sessanta e Settanta, di alcuni dei più importanti istituti bancari italiani. Sono gli anni in cui il collezionismo non era di moda come passe-partout nei salotti letterari e chi lo praticava lo faceva con convinzione, adoperandosi per costruire una collezione lontana dai facili investimenti ma attenta ad assecondare il proprio gusto. Sozzani, uomo di numeri e di bilanci, amava profondamente l'arte, in particolar modo la pittura ottocentesca francese, di cui vantava una buona collezione di dipinti. L'amicizia con un raffinato cultore delle arti quale Giovanni Testori è responsabile di un piccolo ma significativo cambio di rotta: è Testori stesso a suggerire a Sozzani di acquisire i disegni degli autori più importanti e di questa parte della collezione del finanziere si assunse la curatela scientifica. Ecco perché, davanti ai 105 capolavori esposti al Diocesano, spicca la qualità dei lavori: la sezione antica vanta Francisco Goya e schizzi del Bernini oltre che disegni d'importanti firme come quella del Guercino. Chi ama l'Impressionismo troverà grande soddisfazione nel visitare le sale del museo dedicate alla collezione Sozzani: ampio è il nucleo di disegni dei maestri dell'Ottocento d'Oltralpe. Non manca praticamente nessuno dei nomi più noti: Jacques Louis David, Jean- Auguste-Dominique Ingres, Camille Corot, Eugène Delacroix, Théodore Gericault, Gustave Courbet, Édouard Manet, Auguste Rodin, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pisarro, Paul Gauguin e persino Vincent van Gogh. In occasione dell'esposizione della collezione Sozzani, che rimarrà permanente nelle sale del museo, tutte le opere e le cornici sono state restaurate: Sassi editore pubblicherà un catalogo scientifico sul corpus dei disegni, sotto la curatela di Paolo Biscottini, direttore del museo Diocesano, e Giulio Bora.