Muti torna con Verdi, Mozart e Schubert

Vuoi per il cambio dei tempi, dei timonieri. Vuoi per Expo. Un insieme di fattori muove il riscatto della provincia. Cittadine come Bergamo e Brescia stanno offrendo iniziative culturali di primo piano, e il volano è la musica. Da anni s'è rinnovato il festival pianistico di Brescia e Bergamo, la vetrina dei pianisti e direttori da tripla A. Il caso del direttore d'orchestra Riccardo Muti, al teatro Grande di Brescia ieri e a Bergamo oggi, alla testa dell'Orchestra Cherubini e della Filarmonica del Festival per un programma che abbina Verdi, Mozart e Schubert. Muti è il leone della direzione d'orchestra. Tutti ne conoscono il profilo fiero, il piglio determinato, il ferreo controllo dell'orchestra e un'energia che sgorga a getto continuo. E' stato il direttore musicale della Scala, ora guida una fuori serie come la Chicago Symphony, ma soprattutto forma giovani orchestrali e da luglio le nuove leve della direzione direttori. Bergamo si sta riappropriando del suo illustre cittadino, Gaetano Donizetti, già al centro di attenzioni che andavano però rinvigorite.

Per il teatro, è stato individuato un nuovo direttore artistico, il regista Francesco Micheli, artefice della Donizetti Revolution: serie di iniziative per proporre musica in modo innovativo, in contesti nuovi e con nuovi linguaggi. Nessuna città italiana è riuscita a capitalizzare i propri cittadini-musicisti illustri come ha fatto - per esempio - Salisburgo con Mozart. Bergamo per bellezza, infrastrutture e posizione geografica è strategica: ci sono le potenzialità per replicare il caso Salisburgo? La Donizetti Revolution si deve a Micheli e al sindaco Giorgio Gori che ci spiega «Salisburgo rappresenta un esempio insuperato. Ma altre città, da Pesaro a Torre del Lago, rispettivamente nel segno di Rossini e Puccini, hanno saputo trasformare i "natali" di un grande musicista in un fattore di identità e sviluppo. Significa che si può fare, anche in Italia, ed è questo il cammino che Bergamo intende percorrere». Il compositore - continua Gori foto- «non è un fattore sufficiente a costituire una ragione di richiamo internazionale, ragione per cui abbiamo ritenuto di scommettere su una nuova Direzione artistica del Teatro e su un rilancio delle attività di alta formazione musicale».

Per il 20 giugno la Donizetti Night: da sera fino a notte fonda vi saranno concerti e spettacoli. Dal 21 maggio, si volgerà una rassegna che per un mese con cadenza bisettimanale (giovedì e sabato), mette insieme per la prima volta la Lirica e la Prosa del Teatro Donizetti, con conferenze (il giovedì alle ore 18) e aperitivi musicali.