Navigli in rivolta: «Il Comune ascolta solo chi fa movida»

«Tra un pò prenderemo l'aeroplano per tornare a casa nostra. La gente è arrabbiata». Gabriella Valassina è portavoce comitato Navigli ma ieri, nella commissione comunale convocata per valutare le trasformazioni viabilistiche introdotte in zona dopo il restyling di Darsena e piazza XXIV Maggio, ha parlato a nome anche delle altre associazioni attive lungo i canali. E non ha usato toni morbidi per rappresentare all'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran il punto di vista dei cittadini. Senza girarci intorno, la Valassina ha accusato la giunta di «non confrontarsi con i residenti. Ci troviamo sulla testa scelte non condivise, e ci chiediamo dove andrà a finire il quartiere visto che ogni trasformazione fino ad oggi è partita con la finalità di favorire movida e locali. Volete rendere permanente la pedonallzzazione di via Ascanio Sforza, anche se la gente è contraria. Anche dei marciapiedi in via Vigevano servirà solo per creare lo spazio per i dehors». Il comitato ha stilato un documento con 11 proposte e richieste. Tra queste, il no alla chiusura di Ascanio Sforza è surrogato da un test «su strada» eseguito dai residenti: in un'ora e mezza hanno contato 567 auto e 96 moto o scooter, veicoli che «si riverserebbero nelle vie adiacenti, in primis in corso San Gottardo che è strada di decorrenza dei mezzi pubblici». La chiusura di via Paoli invece «ha reso notevolmente più lungo l'accesso alle proprie case, c'è chi deve fare 3 chilometri di tragitto in più». Contestata anche l'eliminazione dell'autobus 47, una linea poco usata ma «sociale», serviva agli anziani di via Gola o via Pichi per raggiungere in pochi minuti il mercato di viale Papiniano e altri servizi, ora dovrebbero raggiungere con un bus Romolo e poi proseguire in metropolitana. e proteste trovano una sponda bipartisan in Commissione. Per Fabrizio De Pasquale (Forza Italia) è «sbagliato allargare i marciapiedi di via Vigevano, e non si capisce perchè il Comune dovrebbe pagare il costo dell'opera se è a tutto vantaggio dei locali». I Navigli sono «ormai saturi di movida, forse sarebbe meglio pianificare nuove zone del divertimento». Definizione che (per contro) ha acceso la polemica da parte dei commercianti. Anita Sonego (Sinistra x Pisapia) difende il diritto al sonno «gli effetti collaterali peraltro sono pericolosissimi». Anche per Raffaele Grassi (Valori Milano) «la zona sta diventando una bomba a orologeria». E punta un faro sulle difficoltà di passaggio per le ambulanze in caso di incidente. Almeno sulla viabilità, Maran è pronto a raccogliere alcune richieste. L'inversione del senso di marca in via Lombardini ad esempio può alleggerire i problemi in via Ascanio Sforza. Sul Naviglio Pavese saranno installate telecamere anche in uscita della ztl per frenare l'ingresso in contrpmnao dei furbetti.