Ncd va con il Pd a Milano? «Responsabili» in Regione

Voci, indiscrezioni e (mezze) dichiarazioni vogliono Ncd vicina a sostenere Giuseppe Sala a Milano. È possibile insomma che, magari con un nome diverso e civico, i centristi possano allearsi con il Pd, o meglio con Matteo Renzi, anche a queste «latitudini», oltre che a Roma. E se dovesse accadere, che fine farà l'accordo politico che regge il Pirellone? Questo è uno dei nodi più dibattuti della politica in vista del voto 2016.Come a ogni elezione, anche stavolta si ripropone il tormentone del centro. In principio fu il Ppi, poi il tentativo di terzo polo messo in campo dall'Udc, infine la fallimentare parabola tecnocratica di Scelta civica con Mario Monti e dei suoi «montini» (come Gabriele Albertini candidato governatore con poca fortuna nel 2013). Precedenti non beneauguranti, questi, per Ncd, che oggi, dopo la scomparsa delle altre «forze» (per così dire) centriste, presidia la terra di nessuno fra i poli. Eppure, anche questa volta si ripropone il tormentone: i centristi chi sosterranno? Con chi andrà Ncd? A Milano il dilemma è alimentato in particolar modo da due ragioni: la prima si chiama Maurizio Lupi. L'ex ministro e oggi capogruppo alla Camera è milanese. A Milano ha già fatto l'assessore ed è qui che ha messo radici ed è cresciuta Comunione e liberazione, il movimento cattolico di cui oggi Lupi è l'esponente politico più in vista. Altro elemento di interesse, come detto, è l'assetto della Regione, dove il gruppo Ncd conserva un certo peso (8 consiglieri) e finora ha sostenuto lealmente l'esecutivo di Roberto Maroni. Ora, pare che una corsa solitaria di Ncd a Milano non sarebbe un trauma al Pirellone. Ma un appoggio a Sala non potrebbe essere tollerato facilmente dal centrodestra: provocherebbe probabilmente una rottura con gli alleati. I numeri dicono che la giunta potrebbe andare avanti anche col solo appoggio di Forza Italia, Lega, Lista Maroni e Fdi, però l'abbandono di Ncd indebolirebbe Maroni, tanto da rendere difficoltosa la sua navigazione. In teoria. Perché, con i tempi (e i sondaggi) che corrono, molti sono convinti che i consiglieri Ncd non muoiano dalla voglia di interrompere una legislatura regionale in cui contano tanto. Ed ecco allora l'ultima voce: qualcuno potrebbe decidere di non seguire il suo partito proprio per consentire a Maroni di andare avanti tranquillo fino al 2018.