Negozi, stagione nera E il colpo di grazia è un inverno infinito

Crisi. Senza possibilità di recupero. È lapidario Renato Borghi, presidente di Federmoda Milano. La primavera che non c'è e l'estate che per le vendite milanesi sarà breve daranno quest'anno un altro brutto colpo alle casse dei commercianti già messe a dura prova. Quanto? «Le vendite primaverili sono crollate del 12 per cento - spiega nel dettagli Borghi - E nell'arco dell'anno il mese di aprile è stato il peggiore». Ci si è messo anche il tempo ad aggravare una situazione già pesante. Nuvole su nuvole. «Tanto da far dire a Borghi che quest'anno la primavera ormai è saltata. Non si recupererà più nulla». I dati dell'osservatorio Carta Sì parlano di un 23% in meno a marzo, mese peggiore di un trimestre che segna comunque un 14% in meno rispetto a un già critico 2012. Secondo Borghi «i negozi non recupereranno mai i loro margini anche se da domani splendesse il sole». Cosa che d'altronde non succederà. Così come le previsioni, sempre relative alle spese con carte di credito delle famiglie milanesi, annunciano un ulteriore 14% in meno a giugno. «La situazione è gravissima per l'abbigliamento» avverte Borghi. Intanto dall'8 giugno si concluderà anche la sperimentazione avviata un anno fa dalla Regione per la liberalizzazione delle vendite prima dei saldi in tutta la Lombardia. I negozi per un mese non potranno più fare sconti. Saranno riavviate due stagioni «normali» poi Regione e Federmoda si siederanno a un tavolo e confronteranno costi e guadagni per capire se e dove c'è stato un maggiore margine. In questo mese cuscinetto chi manterrà le promozioni rischia una multa da 500 euro in su. I commercianti non hanno chiesto il prolungamento della liberalizzazione perché non avevano una posizione univoca. «In città pro e contro erano in pareggio», commenta Borghi spiegando però che a livello provinciale la maggioranza delle associazioni si è espressa con parere contrario. Per avere i saldi bisogna aspettare i primi di luglio. «Personalmente penso che sarebbe stato meglio proseguire: in un momento come questo far leva sulle riduzioni avrebbe potuto dare ossigeno. Ma io ho dovuto dar voce a ciò che la maggioranza delle associazioni pensa. Per me è un errore ma io sono il rappresentante di una categoria che si è espressa così» ha detto Borghi, convinto che dopo «non farà in tempo ad arrivare il primo caldo che sarà già ora di saldi». «Più che preoccupato» Borghi vede una stagione autunno-inverno «decisiva per la sopravvivenza di molti negozi milanesi, anche di qualità, pluri-marche, centrali o semi centrali: se a settembre non si vedrà un cambiamento molti rischiano di chiudere». Ribadisce che «le vendite vanno molto male, l'avversità climatica non va che a sommarsi ad una situazione già drammatica» dovuta a «una generale contrazione dei consumi col calo di reddito delle famiglie. Il settore abbigliamento è quello più in crisi, il cambio di stagione di solito sollecita molto l'acquisto. Ma non quest'anno. Al di là dell'occasione da cerimonia, si riciclano vecchi capi, il sentimento delle famiglie è al minimo. Noi siamo il settore più colpito, anche l'Agenzia delle Entrate lo ha riconosciuto consentendo l'applicazione di correttivi a negozi di vicinato».