«Nell'Arma si resta tutta la vita»

Il presidente dell'Anc: «Il mondo cambia, i valori restano»

Paola Fucilieri

Generale Libero Lo Sardo, cosa significa essere a 72 anni presidente dell'Associazione nazionale dei carabinieri (Anc) che compie 130 anni?

«Continuare a far vivere quello che era il mio sogno da bambino, il mio massimo desiderio: diventare carabiniere».

Figlio di carabinieri, origini napoletane...Si dice che lei dichiari sempre di aver avuto una vita bellissima.

«Ed è così. Sono orgoglioso e felice di essere stato ed essere ancora al servizio degli italiani, delle loro esigenze».

Alla presentazione dei festeggiamenti dei 130 dell'Anc lei ha sottolineato che con il passare degli anni bisogna avere il coraggio di andare avanti anche con le idee. Cosa significa esattamente?

«Vede, l'Arma è espressione della società: i giovani che arruoliamo oggi non sono quelli che arruolavamo una volta. L'importante è che restino la serietà e la fedeltà ai nostri valori».

E per quel che riguarda il volontariato, invece, cioè l'Anc nel suo interno?

«Fare il carabiniere significa essere sempre in servizio. Non ci si può permettere di essere legati al passato e pensare magari che certe forme di associazionismo equivalgono a una pensione in compagnia per fare qualche partita a scopa e passare così il tempo».

Beh, questo per gli appartenenti all'Anm non si può certo dire...

«Alcuni di noi vanno davanti alle scuole per controllare che i bambini non siano in pericolo, o camminano nei giardini pubblici per far sentire chi li frequenta più sicuri. Pensi che giovedì partivano da Roma una trentina dei nostri soci e sul treno hanno consegnato alla Polfer una donna che aveva appena rubato una borsa!».

Una ladra decisamente sfortunata a incontrare una trentina di voi! Complimenti! Siete davvero tantissimi. E in tutto il mondo.

«Solo di protezione civile abbiamo 150 nuclei attivi. Poi c'è il volontariato che noi chiamiamo di fatto, nei comuni piccoli, durante le processioni, i mercati, le corse ciclistiche, per la vigilanza ai musei e alle scuole. All'estero poi abbiamo venticinque importantissime sezioni: dal Canada a Parigi. Ne stiamo aprendo proprio ora una a Mosca».

Una forza della natura...Ma lei, generale Lo Sardo, un momento difficile lo ha mai avuto nella sua carriera così varia e tutt'altro che noiosa? Andare in congedo è stata dura?

«Non avere più le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria, lasciare la divisa dopo quarantotto anni (è in congedo dal 2009, ndr) è un dolore attutito dall'onore che ho avuto di poter assumere l'incarico di presidente dell'Anc. Tuttavia, ripeto, i cambiamenti vanno accettati. Sempre. La realtà richiede coraggio, anche se il nuovo spaventa».