Nelle case Aler gli affitti si pagheranno col lavoro

Il sottosegretario Gallera lancia il piano per risanare il bilancio «Chi non ha soldi potrà pulire e ristrutturare le aree comuni»

Un nucleo creato appositamente dall'Aler per «verificare i casi di morosità incolpevole e quelli invece in cui c'è chi ne approfitta» e l'offerta agli inquilini in difficoltà di poter diventare «soggetti attivi», con la possibilità di pagare l'affitto lavorando nei caseggiati dell'edilizia popolare. Magari pulendo le scale o riqualificando e tenendo in ordine gli spazi comuni. E poi anche alloggi concessi in locazione a chi è disposto a ristrutturarli, scalando i costi delle opere dai bollettini mensili. A spiegare il nuovo piano di risanamento del patrimonio è il neo sottosegretario in Regione Giulio Gallera a cui il governatore Roberto Maroni ha appena affidato anche la competenza su Aler Milano.

Impegni importanti, ma non c'è dubbio che un capitolo ancora caldo è quello delle occupazioni abusive. Un fenomeno certamente arginato, ma non del tutto debellato se è vero che negli ultimi diciotto giorni sono stati sventati ben trentotto tentativi di impossessarsi illegalmente di locali da assegnare. Di questi diciotto sono stati gli interventi fatti dai nuclei di Tutela del patrimonio Aler, mentre altri venti sono stati gli sgomberi in flagranza per cui il nucleo Aler è stato appoggiato dalle forze dell'ordine e dai servizi sociali. Solo tre, quindi, le occupazioni abusive riuscite, di cui due grazie all'appoggio dei centri sociali. «Numeri ben diversi dal passato - spiega Gallera - Perché è chiaro che il vento è cambiato». Con cifre che per i mesi che vanno da luglio a novembre dicono che i tentativi di entrare illegalmente erano stati 272, di cui 117 andati a buon fine. E, considerando che agosto era stato un mese piuttosto tranquillo, la contabilità parla di due o tre tentativi quotidiani, contro i tre dei primi diciotto giorni di dicembre. Il frutto, spiega Gallera, «della grande attenzione mediatica che si è finalmente accesa su un fenomeno che aveva raggiunto dimensioni pazzesche, ma anche dell'intervento di Aler che con l'aiuto delle forze dell'ordine ha ripristinato il rispetto della legge».

Ma dalla Regione parte anche una polemica contro il Comune. «Molto di quello che è successo nelle case popolari - attacca Gallera - è colpa del sindaco Giuliano Pisapia e della sua amministrazione che in campagna elettorale hanno fatto passare l'idea che le occupazioni non sono un reato e una volta arrivati in Comune hanno subito smantellato i nuclei che avevano il compito di sventarle. Per non parlare dei centri sociali e di chi in Comune è loro complice». Un segnale che in Regione non hanno ancora digerito la decisione di non rinnovare con Aler la convenzione per gestire le case popolari del patrimonio comunale, affidandosi invece a Mm che è subentrata lo scorso primo dicembre. «Ho sentito - rincara la dose Gallera - che Mm si vanta di aver sventato diciotto occupazioni in diciotto giorni anche grazie alla task force creata con un ex dirigente della Dia. Ebbene, nello stesso periodo Aler ne ha sventate trentotto». Un altro motivo, forse, per dire al Comune che «quella operazione di divisione dei due patrimoni non era ragionevole». Anche perché adesso «ci sono i poveri di serie A nelle case del Comune per cui Pisapia stanzia soldi, mentre per i poveri di serie B delle case Aler non c'è nulla». Incomprensibili, accusa Gallera, «anche le 150 nuove assunzioni fatte da Mm a chiamata diretta e senza bando pubblico, facendo venire meno criteri di oggettività e trasparenza». Mentre Aler sarà costretta a «dolorosi» tagli del personale per raddrizzare il bilancio.