Nelle vie della movida il bar improvvisato (col tetto in amianto)

Birre e tavolini pieni di giovani in un locale nell'ex scalo Fs La Lega: «Subito una bonifica»

Daniela UvaVisto dall'esterno potrebbe sembrare un bar come qualunque altro. Con giardino, ombrelloni, tavoli e centinaia di giovani che bevono e si divertono. Si trova a due passi da una delle zone di movida più amate dai milanesi, all'angolo fra via Tortona, via Savona e via Orseolo. Il problema è che questo locale è improvvisato, abusivo e soprattutto nasconde un tetto pieno di amianto», spiega Claudio Ceresa, un cittadino che abita nella zona.Lo conferma anche l'esponente della Lega Nord in Zona 6 Carlo Goldoni: «Il tetto del bar presenta amianto volatile. Lo abbiamo segnalato più volte con interrogazioni al Consiglio comunale e con esposti agli uffici tecnici di Palazzo Marino. Ci hanno risposto di aver segnalato ai proprietari la necessità di bonificare. Ma questi, per legge, hanno tre anni di tempo per agire e nel frattempo il locale di estate è pieno di gente che beve senza sapere di respirare veleno». Il dubbio è che manchino anche alcune licenze. «Ci sono solo due possibilità prosegue Goldoni o questo locale è completamente abusivo oppure, se i permessi ci sono, non si capisce chi li abbia dati in presenza di amianto e senza alcuna bonifica». Il bar si trova in un angolo dell'ex scalo ferroviario di Porta Genova, all'interno del casello del passaggio ferroviario dismesso negli anni Ottanta in seguito ai lavori per la costruzione della metro verde fra Sant'Agostino e Porta Genova. L'area è di proprietà privata, per molto tempo è stata abitata da alcuni inquilini poi è stata trasformata in un locale notturno per i più giovani. «Il bar esiste da circa un anno, più o meno da maggio 2015 conferma Ceresa -, è stato aperto in concomitanza dell'avvio di Expo, ed è prettamente estivo. Si riuniscono molti giovani. Quello che sappiamo è che non tutto è a norma di legge, come per esempio i bagni non adeguati. E che mancano alcuni permessi. Inoltre la copertura in eternit non è mai stata rifatta».Il risultato è che, oltre agli inevitabili schiamazzi che disturbano i residenti, esiste un problema relativo alla salute pubblica. «Abbiamo scritto moltissime email al presidente della Zona 6 per segnalare la situazione, ma finora non abbiamo mai avuto risposta va avanti -. Qualche volta passano gli agenti della polizia locale, ma di fatto il bar non è mai stato chiuso. Chiediamo solo due cose: che l'amianto sia immediatamente rimosso e che il locale, se deve restare aperto, lo faccia nel rispetto di tutti i regolamenti imposti agli altri esercenti».Anche sul fronte rumore i cittadini sono sul piede di guerra: «Quel posto non rispetta i limiti di decibel imposti dalle aree di zonizzazione del rumore nelle quali è suddivisa la città», conclude. Da parte sua il Carroccio non demorde: «Chiediamo l'immediata messa in sicurezza dell'immobile. È assurdo che il Comune tolleri una situazione del genere».