Una neonata abbandonata nella «culla della vita»

La piccola pesa poco più di due chili Ha pochi giorni ed è in buona salute

Paola Fucilieri

L'hanno chiamata Azzurra. Un nome, una speranza per la piccola, visto che sono stati i volontari della sede della «Croce Azzurra» di via Edmondo De Amicis, ad Abbiategrasso, a trovare questo scricciolo biondo, nato meno di una settimana fa (ma ben nutrita e ben pulita) abbandonata mercoledì sera alle 23.30 nella loro «Culla della vita», una struttura termica provvista di sensori sonori in cui le madri - com'era un tempo per la «Ruota degli esposti» - possono lasciare il neonato in anonimato e in sicurezza per il piccolo, evitando casi drammatici come gli abbandoni nei cassonetti. La più nota di queste culle, è quella milanese della clinica Mangiagalli, creata dopo che un neonato venne rinvenuto quasi in fin di vita in un cestino della spazzatura dei giardini della Guastalla, nel 2006. Oltre a quella di Abbiategrasso, nell'hinterland ne esistono altre due, una a San Giuliano Milanese (istituita di recente) e l'altra a Marcallo con Casone.

Abbiamo parlato con il capitano Antonio Bagarolo, che comanda la compagnia di Abbiategrasso da circa 4 anni e che si è occupato del ritrovamento della neonata insieme ai suoi militari dopo che i volontari della «Croce Azzurra» li hanno avvertiti..

«È davvero importante che la madre, i genitori, non abbiano lasciato la bambina in un cassonetto, ma, seppur avessero deciso di abbandonarla, abbiano scelto un modo sicuro - ci spiega l'ufficiale dell'Arma -. Portandola insieme ai volontari al pronto soccorso, da dove poi è stata trasferita in neonatologia e addormentata con il biberon, ci siamo assicurati, dopo la visita della pediatra, che la piccola non presentasse segni di maltrattamento o addirittura di violenza. È piccolina, ma è stata curata e nutrita adeguatamente: pesa poco più di due chili. Anche il panno bianco in cui è stata rinvenuta e che l'avvolgeva era decisamente dignitoso. Italiana? Non potrei affermarlo con assoluta certezza. Caucasica di certo: ha gli occhi azzurri e la carnagione molto chiara. La dottoressa che l'ha esaminata ha notato che la medicazione del cordone ombelicale della neonata non è usuale da noi in Italia, ma comunque che è stata ben fatta e con cognizione di causa. Beh, concludendo, quando abbiamo saputo che era sana e in buone condizioni, un'atmosfera istituzionalmente festosa ha preso il posto della tensione iniziale».

Non bisogna dimenticare infatti che sempre di un'altra bimba abbandonata si tratta.