Neonato morto Commissione d'inchiesta della Regione

Mentre a Melegnano arrivano gli ispettori ministeriali per il bimbo morto nella pancia della mamma, si muove anche Palazzo Lombardia. «La Regione è vicina al dolore che ha colpito la mamma e tutta la famiglia del neonato morto nell'ospedale Vizzolo Predabissi di Melegnano» dice Giulio Gallera, assessore regionale alla Sanità. E annuncia che la Regione è passata all'azione: «Abbiamo immediatamente affidato l'incarico all'Agenzia di tutela della salute della Città metropolitana di costituire una commissione di verifica delle procedure utilizzate dal momento dell'arrivo della paziente presso la struttura fino al tragico epilogo».

La Commissione è composta da quattro specialisti: un neonatologo, un pediatra, un ginecologo e un medico legale, uno indicato dalla direzione generale Welfare, uno dall'Ats della Città Metropolitana, uno dal Fatebenefratelli-Sacco e uno dall'ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena-Fondazione Ircss. «Il nostro preciso impegno è stabilire se vi siano state responsabilità dei medici - continua l'assessore -, anche se dagli approfondimenti fatti dall'Asst di Melegnano e della Martesana parrebbero essere state rispettate tutte le procedure».

Lo choc è generale per la morte nella notte di martedì del bimbo che avrebbe dovuto chiamarsi Jonathan: era ancora nel grembo della madre e non è riuscito a vedere la luce dopo che la donna era arrivata in ospedale con dolori addominali forti ma era stata dimessa. Simona Othman, 33 anni, ha perso il bambino che aveva in grembo dopo essersi presentata per due volte al pronto soccorso dell'ospedale Vizzolo Predabissi di Melegnano nel tardo pomeriggio del 2 gennaio. I familiari, sconvolti, hanno denunciato la vicenda ai carabinieri di Melegnano. La direzione dell'ospedale ha fornito il suo punto di vista. «Le valutazioni ufficiali sull'accaduto sono in corso - si legge in una nota - ma le prime evidenze fanno emergere una tempestività di azione dei sanitari coinvolti nell'accaduto e osservanza delle procedure». Nonostante il cesareo d'urgenza, dicono dall'ospedale, il feto probabilmente è stato soffocato dal cordone ombelicale. Sono in corso gli esami autoptici disposti dalla magistratura.

RC