«Nessun legame con l'eversione»Le parole del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellierile reazioni

Sono di preoccupazione le prime reazioni del mondo politico alla gambizzazione dell'imprenditore Giovanni Biffi. La notizia del ferimento arriva a fine mattinata, e inizialmente lascia disorientati. La vittima non è un nome importante nè noto nell'universo imprenditoriale, ma ugualmente i primi pensieri vanno ad altri imprenditori feriti allo stesso modo come il manager dell'Ansaldo Roberto Adinolfi, colpito a Genova dagli anarco-insurrezionalisti. Man mano che passano le ore, lo spettro di un attentato a sfondo politico si allontana, e prende copro l'ipotesi di un agguato scaturito nell'ambito degli affari. Ma l'impressione resta ugualmente alta.
«Dalla politica giunga il no unanime alla violenza. Gambizzato l'industriale Giovanni Biffi. Lasciamo agli inquirenti fare il loro lavoro». Questo è il messaggio diffuso su Twitter da parte di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, quando ancora i contorni del ferimento dell'industriale di Cambiago erano vaghi. A riportare l'agguato nella luce più verosimile provvede poco dopo il ministro degli interni Annamaria Cancellieri: «Adesso è troppo presto per fare considerazioni. Il fatto è in mano agli inquirenti. Ma non si ritiene possa essere legato a fenomeni eversivi. Toccherà poi a chi sta indagando dirci in motivo dell'agguato». E man mano che passano le ore, anche la assenza di qualunque rivendicazione contribuisce a allontanare la ipotesi di un delitto dalla motivazione politica.
Ma, qualunque siano le motivazioni dell'agguato, è necessario un lavoro rapido e intenso per individuarne i responsabili: a chiederlo è nel pomeriggio il presidente della provincia Guido Podestà. «La violenza va fermata e condannata», ha dichiarato il numero uno di Palazzo Isimbardi. «Le indagini siano rapide - ha auspicato Podestà - ho fiducia negli inquirenti».
A tenere alta la preoccupazione, anche se dovesse venire definitivamente scartata la pista politica, c'è un altro timore: che l'agguato a Biffi possa avere invece la sua origine nei tentativi di infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto economico lombardo. La srl Officine meccaniche Biffi era da tempo in difficoltà, e proprio le aziende colpite dalla crisi sono - come ha denunciato recentemente il capo del pool antimafia Ilda Boccassini - una delle prede preferite per i capitali sporchi, che si presentano con offerte di sostegno e che puntano poi a cannibalizzare l'intera azienda. Anche in questa direzione dovranno inevitabilmente scavare le indagini della procura milanese.