Niente auto sotto gli alberi Ma cancellano i parcheggi

Carlo Maria Lomartire

«Stop alla sosta tra gli alberi. “I viali sono come parchi”» titolavamo qualche giorno fa su queste pagine riferendo dell'ukase al presidente di commissione in Zona 3 di Milano, Gabriele Mariani. L'iniziativa riguarda in particolare via Castel Morrone. Ma in sostanza l'anatema può estendersi ad altre decine di grandi arterie simili.
La città è piena di grandi viali alberati trasformati in parcheggi, fangosi quando piove, polverosi e cosparsi di buche d'estate. Verrebbe dunque da condividere il grido di battaglia, basti pensare a come sarebbe bello corso Sempione, voluto da Napoleone sul modello dei grandi boulevards parigini, se le sue grandi aiuole non fossero dei disordinati parcheggi. Idea da condividere, però, se non si trattasse dell'ennesimo sintomo di una ormai inquietante ossessione: l'odio per le automobili (quelle degli altri, naturalmente). Infatti il signor Mariani non spiega dove poi si dovranno sistemare i veicoli espulsi dalla zona alberata. E non lo spiega semplicemente perché la pensa come il suo sindaco Giuliano Pisapia, il vicesindaco con delega all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris, l'assessore alla Mobilità e all'Arredo urbano, Pierfrancesco Maran e tutta la compagnia di Palazzo Marino: le auto vanno espulse, semplicemente eliminate, i milanesi devono farne a meno, se ne devono liberare. La guerra ideologica alla mobilità privata di questa coalizione rosso-verde che governa Milano, condotta con una serie di provvedimenti repressivi che vanno dall'Area C alle più bislacche ipotesi di pedonalizzazione come quella di piazza Castello all'aumento continuo delle tariffe di parcheggio, ha raggiunto ormai forme fobiche. Lotta alle polveri sottili? Macché! Se non piove la concentrazione di Pm10 si guarda bene dal diminuire. Spesso in questa crociata si fa riferimento al numero di auto in rapporto alla popolazione, che a Milano sarebbe fra i più alti d'Europa. Dimenticando, però che l'hinterland milanese è molto più popoloso del capoluogo, che ogni giorno entrano in città più auto di quelle dei residenti e soprattutto che non ci sono adeguate alternative al mezzo privato. Se devo andar anche solo a Lodi o a Monza per tornare in mattinata, quale mezzo di trasporto mi consiglia l'assessore Maran in alternativa all'automobile? E non parliamo di viaggi in giornata per Mantova o Cremona, Verbania o Sondrio. E d'altra parte questa amministrazione nulla ha fatto per migliorare il trasporto pubblico urbano, se non aumentare tariffe e abbonamenti e cancellare o ritardare nuove linee della metropolitana.
Insomma, la macchina a Milano mi serve. E dove la metto? Giacché, ad esempio, proprio nelle adiacenze del viale Castel Morrone, in piazzale Lavater doveva nascere un autosilo sotterraneo (che, fra l'altro, avrebbe riqualificato quella disordinata piazza, come è avvenuto altrove) ma è stato cancellato per le pressioni dell'ala ambientalista-nullista dei residenti - che preferiscono parcheggiare sui marciapiedi e fra gli alberi, appunto - e del sempre zelante Consiglio di Zona 3. Il quale, però, in una dozzina d'anni non è riuscito a rimediare al vergognoso scempio di via Benedetto Marcello abbandonata al degrado per la prepotente occupazione degli ambulanti del mercato, lobby ben più temibile di quella dei residenti. Se posso parcheggiare sottoterra non metto l'auto fra gli alberi, ma questa giunta ha depennato decine di progetti di autosili, pagando anche salate penali, mi spinge a privarmi dell'auto ma si guarda bene dal darmi delle alternative adeguate.