No del Comune: stop al Cerba

Rischia di naufragare definitivamente il sogno del Cerba, il centro biomedico che avrebbe reso Milano un polo di eccellenza nella ricerca. Dopo la Cittadella della salute, che verrà costruita a Sesto San Giovanni, il capoluogo potrebbe rinunciare a un altro enorme progetto.
Ieri, durante il collegio di vigilanza, l'assessore all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris non ha concesso la proroga di ulteriori sei mesi chiesta per il piano di realizzazione e il relativo accordo di programma. Stop. Dopo dieci anni di dibattiti e lavoro sulla carta, il Comune blocca tutto. «Sino ad oggi non è stata avanzata nessuna proposta concreta - sostiene l'assessore - né rispettosa del progetto originario. Milano crede nel progetto del grande centro di ricerca e vuole realizzarlo, ma per farlo deve liberarsi di un passato fallimentare e consentire l'avvio di un nuovo iter». Insomma il Comune chiede un nuovo accordo e un ritorno alle origini del progetto.
«Siamo rammaricati - sostiene l'assessore lombardo alla Sanità Mario Mantovani - per il fatto che una decisione così drastica del Comune abbia formalmente interrotto la prosecuzione del grande progetto di ricerca biomedica. Perdere un centro di ricerca europeo come quello ideato da Umberto Veronesi rappresenta un vulnus alla qualità della sanità lombarda, italiana ed europea».
In teoria c'è ancora una speranza: fino al 31 dicembre, data in cui spirerà definitivamente l'accordo, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia può tornare sui suoi passi. Ma l'intenzione sembra non esserci. «Per colpa dei capricci della De Cesaris e per il suo spirito distruttivo, Milano perde un'enorme opportunità» commenta il consigliere regionale di Fi Fabio Altitonante.
Il Cerba avrebbe dovuto sorgere in via Ripamonti, accanto all'istituto Ieo di Veronesi. Il progetto, firmato da Stefano Boeri, prevede 180mila metri quadri di strutture per la diagnosi e la cura, 65mila metri quadri per la ricerca sperimentale e clinica. Ci sarebbe stato lo spazio anche per residenze e attività commerciali. I ricoveri all'anno, in base alle previsioni, sarebbero stati 45mila: 550 i letti e 20 le sale operatorie.