«Il No della Lombardia rovina i piani del Pd che sogna il Pirellone»

La coordinatrice di Forza Italia: «Renzi ko Ora noi dobbiamo essere alternativa vera»

Alberto Giannoni

Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale e vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, si aspettava un risultato del genere?

«Un risultato del genere me lo auguravo ma non ero certa che fosse possibile. Ha due aspetti positivi. Intanto, per una volta, ha vinto la partecipazione e non l'astensionismo. La gente quando viene coinvolta, ha voglia di partecipare e di essere protagonista. Il secondo dato evidente è che qualcosa non ha funzionato nella narrazione renziana e nell'occupazione patologica dei media. La gente ha capito che non è affatto vero che il rilancio dell'economia passa dalle modifiche alla Costituzione. Noi dobbiamo pensare all'Italia, non festeggiare il No ma metterci al lavoro».

Qualcuno evoca il «salto nel buio» e i timori per una situazione politica confusa che potrebbe danneggiare l'economia.

«In un certo mondo finanziario questo timore può aver pesato. Anche nel voto di Milano, che io rispetto. Il sindaco Sala si è speso sicuramente per il sì e con la città ha ancora un'apertura di credito. Credo che sia stato lui a fare la differenza, più che Renzi. Più in centro che in periferia, dove la gente ha votato No. Comunque, io non voglio pensare che la prospettiva sia la deriva grillina. Renzi si avvia alla fine noi abbiamo il dovere di interpretare le aspettative di partite Iva, professioni, imprese, commercianti, con l'umiltà di confrontarci con queste realtà che per un periodo hanno dato credito a Renzi».

Quello è il mondo che, politicamente parlando, avete «inventato» voi di Forza Italia.

«È il nostro mondo e noi dobbiamo ragionare con questo mondo. Il fatto che abbia prevalso il No è una bocciatura alle risposte che questo governo ha cercato di dare al ceto medio. C'è un impoverimento del ceto medio non contemplato nelle slide di Renzi, e noi dobbiamo dare voce e risposte. Si tratta di agire sul fronte dell'occupazione e delle tasse. Dobbiamo dare riposte a chi non ce la fa, ai nuovi poveri, alle giovani coppie, agli italiani impoveriti dalla crisi e non convinti dalla politica dei bonus».

Il voto della Lombardia fa segnare una valanga di No

«Sicuramente la Lombardia è sempre stata di centrodestra e continua a esserlo culturalmente, ma dobbiamo essere consapevoli che la Lombardia è esigente e concreta».

In vista delle Regionali il voto della Lombardia può anche essere letto come un buon viatico per la maggioranza che governa il Pirellone. È prematuro parlare di candidature? Maroni sembra intenzionato a fare il bis.

«Lo valuteremo a tempo debito. La priorità non è quella delle poltrone ma la legge elettorale. Il centrodestra è percepito come alternativo anche dalla realtà più dinamica del Paese al governo di Renzi. Ma vincere il referendum non basta».

Il Pd governa tutti i capoluoghi di provincia e punta chiaramente e al Pirellone. Questo voto delude il Pd in prospettiva Regionali?

«Sì, lo allontana un po'. I sindaci delle città governate dal centrosinistra non son stati capaci di convincere la Lombardia».

Il Movimento 5 Stelle, che ha fatto una campagna convinta per il No e si presenta come uno dei vincitori di questa domenica referendaria, sembra seriamente in corsa per il governo nazionale. Le sembra una prospettiva realistica?

«Dipende da noi, dall'alternativa che offriamo al Paese. Sicuramente le esperienze di governo del Movimento 5 stelle non sono positive. Se pensiamo all'amministrazione Raggi a Roma, o a Pizzarotti a Parma, o a Qurto, non hanno dimostrato grande capacità. Tocca a noi costruire l'alternativa».

Anche gli altri partiti del centrodestra, i vostri alleati, legittimamente si intestano questa vittoria.

«In realtà ha perso Renzi con la sua arroganza e inconcludenza. Oggi più che rivendicare, dobbiamo costruire un'alternativa. Io mi auguro che ci siano buonsenso e intelligenza per costruire senza farci del male da soli. Mi auguro che non si cada nell'autolesionismo ma si guardi al bene degli italiani. Io vorrei ringraziare il presidente Berlusconi. Qualcuno sosteneva che non ci sarebbe stato e invece ha fatto la sua parte. Ha parlato al suo popolo ed è stato determinante. Questo dato va evidenziato. Renzi puntava a un pezzo del nostro elettorato ma l'operazione non gli è riuscita».