«Noi 5 Stelle al ballottaggio con Parisi»

Il nuovo portavoce dei grillini pensa di affossare il Pd «Io il preferito di Casaleggio? Forse ora lo conoscerò»

Chiara CampoA scoppio ritardato, Gianluca Corrado è il candidato sindaco dei 5 Stelle. Era entrato come super-favorito alle primarie fisiche (non on line) dello scorso novembre ma a sorpresa vinse Patrizia Bedori con 74 voti, lui arrivò terzo con cinquanta schede (il secondo, Livio Lo Verso, nel frattempo si è ritirato dal movimento). Non ci fu una ressa alle urne. Due settimane fa il dietrofront della Bedori, il braccio di ferro all'interno del partito tra chi chiedeva di rifare da capo le «comunarie», con una rosa di nomi e voto sul web, e i supporter di Corrado che minacciava l'ammutinamento (niente raccolta firme per la lista) se il testimone non fosse passato automaticamente a lui. Due giorni fa sul blog di Beppe Grillo è andato in scena un «referendum confermativo», anche questa volta senza una partecipazione di massa (876 partecipanti) ma con un esito scontato, il 72% ha cliccato sì per Corrado. Siciliano, nato a Messina 39 anni fa, ha vissuto fino alla maggiore età sull'isola di Lipari. Si è laureato in Giurisprudenza a Bologna e si è trasferito nel 2002 a Milano. Prima una breve esperienza nella formazione e nella comunicazione, poi si è buttato anima e corpo nel praticantato per diventare avvocato, specializzato nel diritto penale. É papà di Elsa che ha cinque anni e Enea di due. Con il mondo dei 5 Stella ha iniziato a collaborare nel 2012, poco alla volta. A Milano è stato di supporto al capogruppo Mattia Calise nelle materie dell'anti-corruzione, nell'esame degli atti istituzionali, così ha iniziato a prendere le misure con la macchina comunale che punta a guidare. Anche i consiglieri di zona hanno bussato alla sua porta per avere consulenza legale su atti, ricorsi. Così è nato il «Corrado fan club» alle primarie. E il neo candidato ammette che forse ce l'avrebbe fatta già allora se «i giornali non avessero iniziato a presentarmi come il candidato di Casaleggio. Non ho mai incontrato nè lui nè Beppe Grillo, anzi spero di avere il piacere di stringere la mano a Casaleggio nei prossimi giorni». Ma sta già pianificando «in autonomia, con i militanti milanesi, programma e staff». Patti chiari. In pista a fine marzo, non si sente «in posizione di svantaggio» rispetto al big del centrosinistra Beppe Sala e del centrodestra Stefano Parisi. «La campagna inizia ora e puntiamo al ballottaggio». Contro chi ci arriverà? «Tra i due avversari, ritengo più solido Parisi».Sul tema sicurezza Corrado si ispira all'ex sindaco di New York Rudolf Giuliani, al suo «principio delle finestre infrante, secondo cui combattendo la microcriminalità in maniera sistematica si abbassa anche la macro. A Milano bisogna prestare più attenzione ai piccoli reati, dai writer ai furti di bicicletta». Sul tema moschea sostiene che il Comune con il bando per assegnare aree pubbliche abbia agito «con leggerezza. Ammesso che diamo per scontato il diritto di culto per i musulmani, è necessario parlare con i cittadini e le associazioni islamiche per capire se la soluzione migliore sia una grande moschea o luoghi più piccoli dislocati in città. E dato che in quelle frange si possono nascondere estremisti, occorre coordinarsi con i servizi di sicurezza, che si occupano giornalmente della questione e posssono illuminarci». Punta a «una città in cui l'aria torni respirabile, senza gridare all'emergenza smog ogni settimana».