"Noi, bambini schiavi di Google"

Antonio Ornano guest star di una brillante rassegna di cabaret

La stagione così scoppiettante, all'insegna delle tante risate e dei sold out, non poteva che continuare celebrando «la comicità intelligente e raffinata di un artista che racconta con grande ironia la sua realtà». Con queste parole, il direttore del Teatro Manzoni di Milano, Alessandro Arnone, rende omaggio ad Antonio Ornano, il comico spezzino che i più ricorderanno nei panni del naturalista Ornano e dei suoi racconti sulle bestie feroci, che arricchivano la scena della trasmissione Zelig. Fino a mercoledì, invece, calcherà le tavole del Teatro Manzoni col suo Non c'è mai pace tra gli ulivi. «Non è difficile redigere un bilancio, soprattutto in termini di soddisfazione e di consensi, della sesta edizione della rassegna Il Cabaret dedicata alla grande comicità», racconta Arnone. «Del resto, fin dal primo anno, la kermesse divenne un punto di riferimento per un pubblico alla ricerca di comicità elegante. Quest'anno, abbiamo avuto l'opportunità di presentare comici della levatura di Paolo Cevoli col suo Lezioni di marketing romagnolo, di Teresa Mannino che, con la sua sicilianità, ha coinvolto la platea con Sento la terra girare, ma senza dimenticare anche Gabriele Cirilli e il duo Lopez-Solenghi. Abbiamo ospitato la verve di Francesca Reggiani che è stata applaudita a novembre, così come Enrico Bertolino e il duo Lillo & Greg, giusto per citarne alcuni». Una lunga passerella di comici che hanno intrattenuto un teatro sempre esaurito. «Sarà Angelo Duro a chiudere la stagione con Perché mi stai guardando?, uno spettacolo che strizzerà l'occhio ai più giovani, pur presentando uno show di grande stile e ben lontano dalla volgarità, requisito fondamentale per poter calcare la nostra scena», conclude orgoglioso il direttore Arnone.

Che è un po' il tratto artistico di Antonio Ornano, uno che sa far divertire con una dose massiccia di sincerità e di onestà intellettuale. «Io scrivo i miei testi spiega il simpatico comico - perseguendo l'obiettivo di provare a fare ridere, trattando argomenti che mi coinvolgono personalmente. Avete presente mia moglie? Ecco, io ho impostato la mia carriera delegittimando la figura di mia moglie». Ma non solo, visto che Ornano spazia in temi anche sociali affrontandoli con la leggerezza di una comicità che induce a riflettere. «Non c'è mai pace tra gli ulivi, titolo del mio spettacolo che presenterò al Manzoni, è una frase che mi ripeteva mia nonna: fa parte del mio retaggio familiare e, mai come in questo periodo, calza a pennello. Ad esempio, vi siete accorti che tutto è relativizzato? Pensate alla percezione estetica. Gli uomini, pur di una certa età, si sentono sempre dei ganzi, piacioni, imbattibili, mentre le signore, già in adolescenza, si sottostimano e pensano di essere sempre inadeguate. Poi, è vero che siamo ormai schiavi dell'algoritmo di Google: le nostre scelte sono condizionate dal circuito dei social. Volete dire di no? Attenzione: non salgo sul palcoscenico per fare le prediche. In questo spettacolo, attraverso una chiave davvero divertente, analizzo questa nostra condizione di fragilità, rafforzata dall'abitudine a ragionare per pregiudizi, senza mai cercare di approfondire».