«Noi garantisti, bocciato come sindaco»

Il centrodestra non infierisce sul caso. Rizzo: «Lunedì riferisca in Consiglio»

Il centrodestra non infierisce. «Si fa presto a parlare di giustizia e invocare la trasparenza quando riguarda l'altra parte come ha fatto per anni la sinistra contro Silvio Berlusconi. Noi siamo garantisti sempre, non giudichiamo Beppe Sala sulle vicende giudiziarie ma per il vuoto politico che ha dimostrato nel primo anno da sindaco». La coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini ha inaugurato ieri mattina in via Schuster la nuova sede con vista del Duomo del partito («è una sede operativa - precisa - la politica si fa nelle piazze e nei gazebo»). Tra gli azzurri in sala tiene banco la notizia dell'indagine bis su Expo che coinvolge il sindaco. Il consigliere Pietro Tatarella ironizza: «Si è autosospeso come a dicembre? O valeva solo l'altra volta?». Sala in quei minuti ha già comunicato che rimarrà in carica, nessun colpo di scena. E l'opposizione non gli chiede di dimettersi né di sospendere la carica. Anche se la Gelmini sottolinea che diversi assessori si stanno già muovendo per candidarsi in Regione o alle prossime Politiche, «si sono resi conto che le poltrone iniziano ad essere scomode». Il capogruppo milanese di Fi Gianluca Comazzi immagina piuttosto che «questa vicenda indebolirà la sua posizione e gli toglierà la concentrazione sulla città». Già il primo tagliando secondo Fi è deludente, la Gelmini parla di «più luci che ombre, ha aumentato la sosta, i centri estivi, le materne». Il coordinatore cittadino Fabio Altitonante a due giorni dai ballottaggi in tanti Comuni lombardi avverte che «il modello Sala, più tasse e insicurezza è quello tipico del Pd».

Sala «non si deve dimettere» anche per il segretario della Lega Matteo Salvini, «uno è colpevole se viene condannato. Non gli contesto l'inchiesta ma l'incapacità di fare il sindaco, ha fatto un anno di chiacchiere e nessun fatto».

Da sinistra, Basilio Rizzo (Milano in Comune) si aspetta che «Sala venga lunedì a riferire in Consiglio e ci spieghi il suo comportamento. Io non chiedo le dimissioni di nessuno, tanto più di un sindaco eletto dai cittadini, ma venga in aula a spiegare perché mesi fa si autosospese e adesso invece si sente tranquillo. Mi auguro di non sentire ancora le parole non ricordo». Tra gli appalti del 2015 ricorda che «anche quello sulla ristorazione (affidata a Eataly, ndr.) fu assegnato senza gara. L'acquisto degli alberi al centro dell'inchiesta si conosceva, sono stati pagati a peso Expo, un prezzo totalmente fuori mercato». Contesta infine «l'inserimento di entourage Expo nella macchina comunale, ci voleva una cesura netta». Cauti con la grillina Virginia Raggi a Roma, i 5 Stelle affondano invece su Sala: «Milano non merita un primo cittadino indagato proprio per come ha gestito soldi pubblici» attacca la capogruppo Patrizia Bedori.

ChiCa